Il dolore
Alla scoperta di Liberty e befanini
La Stampa segnala le bontà segrete della città, già sdoganate da Carlo Cracco
VIAREGGIO. E c’è chi consiglia Viareggio per due cose. Il Liberty ma anche i befanini. E’ il giornale della Fiat, La stampa per capirci, che segnala una puntata a Viareggio sotto le feste per scoprire i tanti piccoli e grandi capolavori del Liberty (compresa la rinata villa Argentina), ma anche per mangiare i befanini. Dolci tradizionali che i viareggini amano, ma senza averci mai investito più di tanto in promozione.
Li trovate da Gambalunga come da Patalani, da Biondi come da Galliano. Negli ultimi tempi vengono preparati un po’ ovunque in Versilia. E magari anche fuori stagione. E magari trascurando il fatto che le formine sono sempre meno numerose e fantasiose.
La tradizione dei Befanini fa il paio con quella delle frittelle di riso e di un altro dolce poverissimo che è la scarpaccia. E’ noto che a Camaiore è salata (un tempo veniva usata anche per un piatto dell’Oca Bianca gestione Marco Garfagnini) e a Viareggio è dolce. Ma l’eterna diatriba fra le due città che appartenevano alla Repubblica di Lucca è stata risolta lo scorso anno dal più mediatico degli chef italiani .
E’ Carlo Cracco che nella sua raccolta di ricette toscane pubblicata dal Corriere della Sera ha «osato» inserire la ricetta della scarpaccia dolce.
Da sempre i viareggini l’hanno snobbata (fra le migliori ancora Gambalunga e Patalani ) quando potrebbe essere un esempio di dolce street food come ce ne sono pochissimi in giro. Un tempo la scarpaccia si faceva anche nelle case, ora sempre meno.
Sul fronte della pasticceria tradizionale le frecce al nostro arco sarebbero ancora tante.
c.b.
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