Il Tirreno

Versilia

Valentina era viva quando è finita in mare

di Donatella Francesconi
Valentina era viva quando è finita in mare

Il primo responso dell’autopsia: la ragazza trovata sotto un pontile della Viareggio Porto è morta annegata

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VIAREGGIO. Quando è caduta nell’acqua gelata di fine dicembre, per un incidente, o perché qualcuno l’ha spinta o per propria volontà, Valentina Iovine - 30 anni, ritrovata sotto un pontile nel porto di Viareggio - era ancora viva. Valentina è morta annegata, sette giorni prima - questo il tempo stimato, come anticipato dal "Tirreno" nei giorni scorsi - del ritrovamento. È il primo riscontro dall'autopsia eseguita dal medico legale della Asl Versilia, Stefano Pierotti. Sul corpo della giovane donna, spiega Pierotti, «non vi sono elementi che possano indicare che abbia subito atti violenti». All'autopsia vera e propria faranno seguito «ulteriori accertamenti e screening» . E comunque - conclude Pierotti - «mi confronterò con il magistrato», che è il sostituto Procuratore Enrico Corucci (Procura di Lucca).

Il compito di arrivare a capire cosa sia accaduto a Valentina tra il 16 dicembre - quando la giovane madre ha lasciato il reparto di psichiatria dell’ospedale Versilia, dove era rimasta due giorni dopo essersi presentata spontaneamente - spetta alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Viareggio. Che, al momento, non si sbilanciano sulle ipotesi del decesso. Perché c’è da rispondere alle domande su dove e con chi la trentenne originaria di Lido di Camaiore trascorso l’ultima settimana di vita. Chi ha incontrato, dove è stata. E, soprattutto, se era da sola o meno al momento di finire in acqua chissà in che punto della Darsena viareggina o di qualsiasi altro accesso al mare.

La data dei funerali di Valentina dovrebbe essere nota oggi, ed è probabile che la ragazza sia cremata. Sulla pagina Facebook della giovane, gli amici continuano a lasciare ricordi e la madre ha pubblicato una foto della figlia sorridente insieme a lei. Ed in tanti si stringono alla madre, Immacolata Panico, che non ha smesso un minuto - una volta appresa la notizia del ritrovamento del corpo della figlia - di chiedere la verità su quanto accaduto-

Una madre, la signora Panico, che nel 2007 non aveva esitato a presentarsi ai carabinieri per denunciare gli spacciatori che avevano agganciato Valentina poco più che ragazzina. Una scelta coraggiosa che aveva portato l’Arma a sgominare un traffico importante di stupefacente e mandare in carcere 35 persone tra italiani e stranieri. Per la ragazza era stato un momento di svolta, lontano dalla Versilia e dalle persone che fino a quel momento della sua giovane vita avevano fatto solo il suo male. Poi la nascita della bambina, un piccolo lavoro l’estate scorsa, i momenti bui alternati a quelli in cui svoltare sembrava possibile. «Che tristezza i tuoi 30 anni finiti così...», scrive un’amica su Facebook: «Non doveva finire così. Non sei più tra noi ma rimarrai sempre nei nostri cuori. Ciao Vale, e vola con gli angeli piu luminosi, perché tu sei una di loro» .

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