Il Tirreno

Versilia

IL COMMENTO

Senza rischiare non si può sfidare la crisi

Luciano Menconi

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C'è sempre qualcosa che non quadra quando si parla di turismo in Versilia. A sentire gli operatori del settore le cose vanno sempre male. Anche quando i numeri indicano una realtà diversa. L’estate scorsa è stata uno stillicidio di guai e lamenti, per il meteo, le tasse, i divieti di balneazione. Eppure i dati ufficiali della Provincia hanno fotografato la situazione in modo diverso: oltre mezzo milione di turisti arrivati tra luglio e settembre, mai così tanti dal 2001, più 4,1% rispetto al 2013. Evidentemente la Versilia, malgrado la crisi, ha ancora un appeal straordinario. Che però non riesce a esprimere per più di pochi mesi.
Destagionalizzare è la parola d'ordine che da anni viene detta e ripetuta da tutti. Significa: smetterla di considerare il turismo come un fatto limitato alla spiaggia e alla tintarella ma iniziare a credere - e investire - in un modello nuovo, capace di essere attrattivo anche oltre i tre mesi canonici delle ferie estive. Parole, che neanche per le feste di fine anno diventano realtà.
Pochi albergatori hanno sfidato la crisi. La stragrande maggioranza sono rimasti chiusi. Sostenere i costi che un’impresa turistica comporta è certamente un sacrificio non indifferente. Ma senza rischiare non si potrà mai investire nel futuro.

 

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