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L’Unione dei Comuni: controllare Gaia

L’Unione dei Comuni: controllare Gaia

Del Dotto scrive ai sindaci della Versilia perché pretendano risposte su depurazione e stato delle reti

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VIAREGGIO. L’Unione dei Comuni suona la sveglia all’azienda idrica Gaia e sollecita tutte le amministrazione locali della Versilia a che si muovano con la stessa Gaia su due punti specifici: sia verificata la corretta esecuzione di quanto previsto nella sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale; e fare sì che all'Unione, ai Comuni e ai cittadini siano date le dovute informazioni, con dati e documenti, circa lo stato della rete del sistema idrico e le verifiche che il gestore deve fare in ordine alla qualità delle reti di distribuzione delle acque potabili, con specifico riferimento sia alla vetustà delle reti che alla qualità dei materiali utilizzati nella costruzione delle reti di conduttura dell'acqua.

La sentenza della Corte Costituzionale - ricorda Alessandro Del Dotto, presidente dell’Unione dei Comuni nella lettera inviata a tutti i sindaci - «ha sancito l'irragionevolezza della normativa vigente, nella parte in cui essa prevede che la quota di tariffa relativa ai servizi di depurazione, pur avendo natura di corrispettivo, sia dovuta dagli utenti anche quando manchi la controprestazione cui essa è collegata, e cioè anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». La richiesta dell’Unione, dunque, è che «Gaia garantisca il rispetto sostanziale dell'autorevole indicazione giurisprudenziale e che i Comuni, in qualità di soci, verifichino il rispetto da parte della loro società pubblica».

Il consiglio dell’Unione dei Comuni ha indicato a Del Dotto anche «di sottoporre alla attenzione dei sindaci versiliesi il tema dello stato e della qualità delle reti di distribuzione delle acque potabili, in relazione anche alla vicenda dell'uso delle tubazioni in materiali "particolari" (viste le notizie comparse sulla stampa pochi mesi orsono). Sul punto, il consiglio invita - scrive Del Dotto ai colleghi versiliesi - ad una più ampia informazione pubblica e istituzionale che dia conto alla popolazione della consistenza, dello stato e della qualità della rete di distribuzione, fornendo dati e informazioni utili».

In merito alle questioni che la comunicazione di Del Dotto solleva erano state presentate mozioni - oggi accolte nel documento licenziato dall’Unione dei Comuni - dal Movimento 5 Stelle, a nome del consigliere Marsili, proprio relativamente ai controlli sulle reti di distribuzione delle acque potabili e al rimborso delle fatture per i servizi di depurazione ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale.

Del Dotto non indica come le singole amministrazioni debbano procedere per raggiungere gli obiettivi indicati, ma ricorda che i singoli Comuni hanno rappresentanti del Cda di Gaia e che l’azienda pubblica è soggetto al controllo analogo da parte dei soci, ovvero gli stessi Comuni.

Donatella Francesconi

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