Il Tirreno

Versilia

Delitto Iacconi, vuota il sacco uno dei maggiorenni indagati

di Gianni Parrini
Delitto Iacconi, vuota il sacco uno dei maggiorenni indagati

Alessio Fialdini è stato interrogato per due ore dagli inquirenti al commissariato di Viareggio L’avvocato Landi: «Ha risposto a tutte le domande». Il 7 gennaio toccherà a Federico Bianchi

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VIAREGGIO. Ha parlato per quasi due ore, rispondendo a tutte le domande degli inquirenti. E facendolo è un po' come se si fosse liberato del fardello di quella notte orribile che lo ha visto tra i protagonisti del pestaggio a Manuele Iacconi, il 34enne di Massarosa, morto dopo un mese di coma in seguito alle ferite riportate nella notte di Halloween. Alessio Fialdini, 19enne di Torre del Lago, è uno dei due maggiorenni indagati per omicidio e tentato omicidio in concorso: l'altro, Federico Bianchi, sarà ascoltato dagli inquirenti a Viareggio dopo le feste, probabilmente il 7 gennaio. Intanto questa mattina la procura ha delegato all'interrogatorio di Fialdini l'ispettore Lucio Chelotti, che ben conosce la vicenda visto che si è occupato in prima persona delle indagini. Il giovane si è presentato intorno alle 9 al commissariato di Viareggio, accompagnato dall'avvocato Massimo Landi, e ne è uscito due ore dopo, intorno alle 11.

«Il mio assistito - spiega il legale al termine del confronto - non si è avvalso della facoltà di non rispondere e, al contrario, ha fornito spiegazioni a tutte le domande che gli sono state rivolte. Ma su quanto emerso preferisco non rivelare dettagli. Altre persone coinvolte? Anche questa rientra tra le cose su cui preferisco non dire niente». Anche se Landi non rivela dettagli è molto probabile che Fialdini nell'interrogatorio abbia riconfermato quanto già detto nel corso di una deposizione informale rilasciata alla polizia qualche giorno prima di essere ufficialmente indagato. Già allora, il ragazzo ammise di essere stato presente in via Coppino, anche se negò di aver avuto un ruolo attivo. Una versione non del tutto coincidente con quella fornita da uno dei due 17enni indagati, che quattro giorni dopo il fatto, si era presentato in commissariato dicendo di essere l’unico responsabile del pestaggio. Il suo racconto, infatti, era pieno di aspetti che non avevano del tutto convinto gli inquirenti (il fatto di essere arrivato in via Coppino a piedi e da solo, di aver trovato il casco per caso lì vicino ed altro ancora).

Ora non resta che aspettare l'interrogatorio di Federico Bianchi: «Credo che il mio cliente risponderà alle domande degli inquirenti», spiega il suo avvocato, la dottoressa Maria Laura Bitonte.

I due legali puntano a dimostrare l'estraneità dei loro assistiti alla parte più cruenta del pestaggio, quella in cui sia Iacconi che Lasursi sono stati picchiati mentre erano a terra inermi. Una verità in parte già emersa dalle testimonianze raccolte tra le persone presenti quella sera in via Coppino e che di fatto ha permesso loro di evitare la custodia cautelare in carcere. Quasi tutti i testimoni, stando a quanto riportato nelle ordinanze di custodia cautelare dei due 17enni, distinguono due fasi dell'aggressione: nella prima Iacconi e Lasurdi avrebbero battibeccato con due ragazzi che si trovavano in mezzo alla strada e intralciavano il traffico. Finito il faccia a faccia, mentre i due trentenni stavano per risalire in macchina è iniziata la seconda fase: Lasrudi e Iacconi sono stati colpiti e sono caduti a terra. A quel punto sono arrivati altri due ragazzi con dei caschi in mano che si sono accaniti su Lasurdi e Iacconi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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