Il Tirreno

Versilia

Dall’autopsia le risposte per fare chiarezza

Dall’autopsia le risposte per fare chiarezza

Il cadavere identificato grazie al lavoro investigativo dei carabinieri. E spunta un’auto abbandonata

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il medico legale della Centrale 118 che ha visto il corpo, prima sul pontile della Madonnina - appena recuperato dall’acqua - e poi all’obitorio non si è pronunciato sull’annegamento come probabile o improbabile causa della morte. Per capire che cosa ha portato alla fine prematura di Valentina Iovine, trent’anni, bisognerà attendere il responso dell’autopsia disposta dal sostituto Procuratore Enrico Corucci e fissata per domani. Solo lo stato dei polmoni della giovane donna potrà dire se la morte sia dovuta o meno ad annegamento. E starà al medico legale verificare se vi siano o meno segni di una violenza fisica e/o sessuale che l’esame esterno del cadavere non ha mostrato. Gli esami di rito stabiliranno, inoltre, se la ragazza abbia assunto o no, prima di morire, farmaci o stupefacenti.

Intanto, ieri mattina, è spuntata in porto una Ford Fiesta scura lasciata in sosta da qualche giorno lungo la banchina in piazza Palombari dell’Artiglio, ad un passo da quel pontile numero tre dove è stata ritrovata, in acqua, Valentina. Chiusa, con segni di bivacco all’interno (cartacce, bottiglie, pacchetti di sigarette) è risultata essere di una donna versiliese che i carabinieri - arrivati nella mattinata di ieri all’identificazione del corpo - dovrebbero rintracciare nella giornata di oggi. Sembra escluso che l’auto abbandonata in divieto di sosta abbia o meno qualcosa a che fare con la vicenda del ritrovamento del corpo della giovane madre di Lido di Camaiore. Ed il mezzo sarà rimosso stamattina per disposizione della Capitaneria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa