Il Tirreno

Versilia

il giallo

Viareggio, una vita spezzata nelle acque del porto

Viareggio, una vita spezzata nelle acque del porto

È di Valentina Iovine il corpo ritrovato domenica alla Madonnina: resta un mistero la causa della morte

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sulla pagina Facebook il sole ed il mare della spiaggia di Quercianella; sul corpo all’obitorio i segni di un altro mare, quello in cui Valentina Iovine è stata ritrovata domenica pomeriggio. Trent’anni, originaria di Lido di Camaiore, la giovane donna è stata riconosciuta dalla madre quando i carabinieri sono arrivati fino a lei in base alle prime indagini dopo il recupero del cadavere nell’acqua del pontile numero tre della Madonnina, l’approdo turistico gestito dal Comune di Viareggio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:1.10577279:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10577279:1652160719/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Valentina - così avrebbe detto la madre agli inquirenti - mancava da casa già da qualche giorno. Ma in famiglia non si erano allarmati: non era la prima volta, infatti, che la ragazza non dava proprie notizie ai familiari, e per un certo periodo aveva anche vissuto a Viareggio per conto proprio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10576364:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2014/12/29/news/ancora-senza-un-nome-la-donna-trovata-morta-in-porto-1.10576364]]

Già nella notte tra domenica e lunedì era circolato il nome della giovane donna di Lido, della quale saltavano agli occhi alcune treccine tipo rasta sui capelli castani. Da lì si erano mosse le indagini dei carabinieri della Compagnia di Viareggio, per arrivare fino a bussare alla porta della madre di Valentina.

Indagini che proseguono per stabilire come e da dove la ragazza sia finita in acqua. La ricognizione esterna del corpo, effettuata all’obitorio dal medico legale del 118 intervenuto sul luogo del ritrovamento, non ha evidenziato segni di violenza fisica. Ma nessuna ipotesi è da escludere, neppure quella di una estrema scelta messa in atto chissà in che luogo e in che momento. Perché Valentina era in acqua già da sette giorni. Tanto che a chi ha visto il cadavere è saltato subito agli occhi il particolare delle mani già scheletriche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10575847:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2014/12/29/news/donna-scomparsa-parla-un-testimone-sembrava-un-sacco-1.10575847]]

Ci sarà da scavare, dunque, nella vita della giovane donna, da quando si è allontanata da casa fino a quando qualcosa o qualcuno l’ha portata, ormai senza vita, tra le barche dell’approdo turistico. Per ricostruirne i movimenti ed identificare le persone che ha frequentato e che possono averla vista viva l’ultima volta, prima dell’attimo in cui Valentina ha toccato quel mare che amava tanto per non fare più ritorno.

Una volta noti gli esiti dell’autopsia, sarà più facile ricostruire anche le dinamiche delle correnti che possono aver portato il corpo ad emergere sotto il pontile numero tre della Madonnina che non è certo uno di quelli che guarda al mare aperto. Ma con il gioco del mare - è la stringata considerazione degli uomini della Capitaneria - tutto è possibile. Soprattutto considerando il vento di Libeccio che si è levato tra sabato mattina e domenica sera.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web