La manifestazione
Da più di cento giorni all’obitorio
Ancora senza nome l’uomo morto ripescato alla Lecciona a settembre
VIAREGGIO. Era il 16 settembre scorso quando il mare restituì il corpo di un uomo, tra Viareggio e Torre del Lago, in mare aperto. A trovarlo fu un pescatore, nel mare davanti alla spiaggia libera della Lecciona, a circa 300 metri dalla riva.
I numerosi giorni trascorsi in acqua - sicuramente almeno tre o quattro - avevano accelerato al decomposizione ed il corpo non ha fornito elementi utili all’identificazione,
Al caso hanno lavorato la Capitaneria e la polizia di Stato, commissariato di Viareggio che lanciarono appelli a chiunque avesse elementi utili al riconoscimento del corpo, risultato quello di un uomo tra i quaranta ed i cinquanta anni, vestito solo di un costume da bagno. Abbigliamento ancora adatto ad una fine stagione balneare quest’anno particolarmente caldo.
La salma è ancora oggi all’obitorio dell’ospedale Versilia. E sono ancora in corso le analisi per la comparazione del Dna, ultima spiaggia per tentare di dare un nome a quell’uomo in mare che nessuno, fino a questo momento, ha rivendicato come proprio familiare o conoscente.
È uno dei misteri del porto viareggino, quello del cadavere che nessuno reclama, nonostante la notizia abbia avuto anche rilevanza nazionale. Un mistero al quale si aggiunge, oggi, quello della ragazza trovata morta in acqua alla Madonnina, tra le barche ormeggiare alla Viareggio porto. (d.f.)
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