Il Tirreno

Versilia

Pucciniano a rischio: bilancio appeso a Regione e Comune

di Donatella Francesconi

Firenze doveva farsi carico di quattro milioni e mezzo di mutuo e ha stanziato solo una rata. E Viareggio deve trasferire i beni

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VIAREGGIO. In origine erano quattro milioni e mezzo, quelli nella Finanziaria delle Regione portata all’attenzione del consiglio regionale. Alla fine, a Finanziaria licenziata, non restano che 400mila euro per la Fondazione Festival Pucciniano che riteneva di essere arrivata al termine del lungo confronto su Firenze per liberarsi del mutuo contratto per la costruzione del Gran Teatro “Giacomo Puccini” inaugurato nel 2008. Mutuo che, in origine, avrebbe dovuto essere il Comune a s, presieduta da Adalgisa Mazza, esponente del Pd regionale, è sotto choc e attende il confronto telefonico previsto domattina con la Regione per capire qualcosa di più di quel «problema tecnico con la Ragioneria» che avrebbe motivato un passo indietro, secondo le notizie filtrate da Firenze.

La questione potrebbe essere risolta - secondo le indiscrezioni circolate - con il voto di una variazione alla Finanziaria appena approvata per inserire i rimanenti quattro milioni. Come da operazione già concordata con il Monte dei Paschi, ma che costituisce un indebitamento per fare fronte ad un altro indebitamento. Un modo di agire che non è consentito.

La Fondazione lirica non ce la fa più a sostenere il mutuo - poco più di 400mila euro l’anno - da sola. Per questo aveva avviato la trattativa per garantirsi che la Regione avrebbe estinto il mutuo, facendosene carico. Ma non è questa la vicenda finanziaria che nell’immediato rischia di far saltare il bilancio della Fondazione in riva al lago, da chiudere entro marzo ma di fatto da definire a gennaio. Perché nei conti del Pucciniano, al momento, risulta 1 milione e 928.150 euro derivante dal trasferimento dei seguenti beni dal Comune alla Fondazione: il manufatto che ha destinazione uffici e ospita oggi l’attuale biglietteria; i due immobili recuperati negli anni passati, dietro le stesse biglietterie e l’altro, adibito a sala musica e danza; tre manufatti che oggi sono utilizzati come magazzini del teatro. Insieme agli edifici sono stati conferiti anche i relativi terreni.

L’operazione avviata dalla amministrazione Lunardini, bloccata dal commissario prefettizio Domenico Mannino, ripresa dall’amministrazione Betti, non ha ancora trovato compimento. Questo significa che, al momento, la Fondazione ha capitalizzato in bilancio beni che non sono ancora nelle sue disponibilità. Come dare in garanzia la casa di un altro...Se l’operazione non si conclude in tempi brevissimi i quasi due milioni di ricapitalizzazione devono uscire dal bilancio. A quel punto i conti registrano uno stato negativo del fondo di dotazione e la Fondazione deve essere commissariata per legge.

Sul trasferimento di immobili e terreni pesa il dubbio espresso dai revisori dei conti del Comune che da tempo hanno posto la questione della natura di patrimonio pubblico dei beni da conferire alla Fondazione. L’Ente pubblico si spoglia di un pezzo di patrimonio che finisce alla Fondazione: nel caso di un tracollo della stessa immobili e e terreni finirebbero in vendita senza alcun ritorno per il Comune. Il quale, peraltro, non si è mai posto - nel corso degli anni - il problema di farli fruttare. Come si legge nella delibera numero 184 del nove dicembre scorso (Giunta Betti): «Considerato che, ad oggi, questo Ente non si è avvalso delle aree o dei fabbricati rimasti in proprietà che risultano pertanto di fatto non utilizzati né in proprio né da soggetti terzi e pertanto detto patrimonio non risulta produttivo di reddito».

Sarà un gennaio di attesa per la Fondazione ed i suoi dipendenti impegnati nella promozione della stagione lirica 2015 che, stando così le cose, è appesa al filo delle scelte della politica e alla definizione di impegni che si trascinano di anno in anno senza che si trovi la quadratura del cerchio. Nonostante i fiumi di parole che le amministrazioni hanno speso e spendono su Puccini e sul lavoro di chi ne porta avanti l’arte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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