Attenzione
Tutto esaurito per la Mannoia, ma l'incasso non copre le spese. E il Comune paga...
Sold out per la cantante durante la festa del Fatto Quotidiano, ma l'incasso della serata non pareggia le spese. E così l'amministrazione comunale copre (in parte) le perdite
VIAREGGIO. I conti non tornano, alla voce biglietti venduti e così al Comune non resta che mettere mano al portafoglio e ripianare il dovuto. L’ugola di Fiorella Mannoia era e resta eccellente, ma il concerto dello scorso mese di settembre, a margine della festa del Fatto Quotidiano in Versiliana, alla fine non ha proposto l'incasso necessario a coprire tutte le spese. Ciò - a differenza di quanto era stato riportato in un elemento del titolo in una precedente notizia - nonostante il tutto esaurito per lo spettacolo proposto al pubblico a un prezzo calmierato.
Da qui, in base ad accordi precedenti, l'impegno dell'amministrazione guidata da Domenico Lombardi di recuperare duemila euro nelle casse di palazzo - che di certo non brillano per condizioni di salute - in modo da venire incontro allo sbilancio, a consuntivo, relativo allo stesso concerto.
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A dire il vero sempre il Comune aveva già compartecipato all'organizzazione della manifestazione erogando alla Fondazione Versiliana quindicimila euro, «come contributo - recita il testo della determina - alle spese tecniche». Con una postilla, appunto: sia il Comune che l'editoriale Il Fatto si sarebbero dovuti sobbarcare, e suddividere, altri quattromila euro di spesa in caso di minori entrate per la serata. Eventualità che, puntualmente, si è poi verificata.
«Pur registrando un ottimo riscontro di pubblico, il concerto del 6 settembre scorso di Fiorella Mannoia ha comportato uno sbilancio negativo di Euro 7.673,91 come documentato dal prospetto dell’incasso e delle spese. Per questo motivo, la Fondazione La Versiliana, richiede al Comune ai sensi della convenzione stipulata tra le parti, di corrispondere a favore della Fondazione medesima la somma di duemila euro, facendo presente di aver inoltrato analoga richiesta anche alla Società Editoriale Il Fatto e dichiarando di farsi carico della restante somma di euro 3.673,91» si legge in una nota.
Al di là dell'importo, minimo, richiesto per coprire il disavanzo, sembra alquanto inusuale il ruolo del Comune chiamato a rispondere di un “rischio di impresa” legato all’esito di un concerto. Non fosse altro perché di quello stesso rischio deve farsi carico la comunità.
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