Proteste
Via le barche ormeggiate nel Burlamacca
È l’obiettivo fissato della Autorità portuale Morelli a Navigo: le varianti sono necessarie
VIAREGGIO. Qualche passo avanti e alcuni ritardi per l'Autorità portuale regionale che si avvia a compiere il secondo anno di vita. Potendo contare su due dipendenti in più che - assicura il segretario Fabrizio Morelli - completeranno la pianta organica. Ma chi, in Darsena, spera in una maggiore apertura al pubblico, resterà deluso: «Siamo aperti due giorni alla settimana - ricorda Morelli -: martedì e venerdì dalle 9 alle 12. E su appuntamento riceviamo tutti e in tempi brevi. Se vi sono emergenze, inoltre, c'è un numero dedicato e la posta elettronica certificata. Non mandiamo indietro nessuno ed il nostro servizio è in linea con quello offerto da altri Enti analoghi».
In realtà, dopo l'avvio del sito sembra che l'Authority punti molto al progetto di gestione on line delle banchine...
«Il progetto va avanti e abbiamo fatto l'affidamento a Navigo (il consorzio pubblico-privato della nautica, ndr) con un primo passaggio anche con la Capitaneria di porto. Duecentomila euro il finanziamento impegnato, il 50% da fondi europei tramite bando ed il restante dal bilancio dell'Authority».
Restando in tema di gestione delle banchine, negli ultimi mesi hanno suscitato malumori gli spostamenti di barche ormeggiate sulla "Bori", in via Coppino per le esigenze dei cantieri che insistono nell'area destinata alle imbarcazioni ai lavori e dove stazionano "storicamente" le imbarcazioni della Mgl Yachting. Che è accaduto?
«Si tratta di uno spazio pubblico e non di una concessione. Per cui non c'è diritto di esclusività del posto barca. È un'autorizzazione allo stazionamento con alcune clausole. A seconda delle esigenze ci può essere una rotazione».
Rotazione prevista anche per gli ormeggi nel Burlamacca, anche se qui la destinazione non è ai lavori...
«Nel canale c'è un'autorizzazione all'accosto che non è un diritto di esclusività del posto. Quando c'è necessità, chi è ormeggiato sa che deve spostarsi. Nel canale si ormeggia con un'autorizzazione all'accosto rilasciata alla Capitaneria. E la domanda è semestrale».
Resta il fatto che si tratta di un ormeggio per diportisti, gratuito a differenza di quanto accade su tutte le banchine gestite dalla Viareggio porto.
«Questo è un aspetto che abbiamo affrontato più volte e al quale metteremo ordine attraverso il nuovo Piano regolatore portuale. Il canale non può essere visto come una darsena perché ha una funzione idraulica. Intendo ottenere il più ampio consenso possibile, in sede di revisione del Piano regolatore, per quanto riguarda il futuro del Burlamacca, ma l'ipotesi è quella di poter dare alle imbarcazioni che ormeggiano nel canale una soluzione alternativa quale possono essere i porti a secco. E penso ad una riqualificazione del Burlamacca anche dal punto di vista urbanistico».
Tra le banchine che attendono chiarezza c'è la "Maestri d'ascia e calafati" che l'Autorità portuale intende assegnare tramite bando. I tempi si sono allungati, però...
«Stiamo attendendo il via libera definitivo della Capitaneria. Lo scenario che si delinea per il futuro delle banchina è il seguente: destinazione per l'ormeggio di diportisti, con norma di salvaguardia per il naviglio governativo lungo circa 30-40 metri di banchina. Il futuro concessionario saprà che in quel tratto può avere la necessità di spostare le barche con un preavviso che sarà indicato nell'atto concessorio».
La storia di quella banchina contesa per anni tra Comune e Capitaneria, ha un'unica certezza: che una barca della Capitaneria o di altri Corpi dello Stato, a memoria d’uomo, non è mai stata ormeggiata lì...Era necessario confermare una destinazione mai utilizzata?
«C'è una convergenza tra noi e l'Autorità marittima, ovvero la Capitaneria, su una soluzione che ritengo assolutamente percorribile. È un punto di incontro, insomma. Ed in fondo, chi prenderà la banchina (sulla quale vi è l'interesse del confinante cantiere navale Codecasa, ndr) sa che questa clausola ha davvero bassissima probabilità di diventare operativa».
L'Autorità portuale sta lavorando, ormai da qualche mese, alla messa a punto del nuovo Piano regolatore portuale. Ed il consorzio "Navigo", nel presentare proposte e disegno complessivo del porto del futuro, ha sollecitato l'Authority a verificare gli strumenti di legge che consentirebbero alcuni interventi immediati da realizzare senza ricorso alle varianti. È una strada praticabile?
«Stiamo facendo un approfondimento con la Regione sull'utilizzo o meno delle varianti, anche considerando che le Linee guida per i piani portuali, cui fa riferimento Navigo, sono oggi in fase di revisione. Il mio pensiero è che il cambio di destinazione d'uso di aree portuali, così come le modifiche delle norme tecniche di attuazione, debbano passare da un procedimento di variante. Magari si potrà lavorare a percorsi più veloci per quanto riguarda la Verifica di assoggettabilità. Ma per quanto riguarda il resto, invece, sta nei termini che ho detto».
Quali sono le linee guida del nuovo Piano regolatore portuale?
«Tre i punti al centro del lavoro in corso: diportismo, cantieristica ed importanza della pesca. Con un'attenzione allo sviluppo dell'aspetto crocieristico. Anche considerando che entro la fine del 2015 conto di arrivare all'affidamento dei lavori per la banchina commerciale. Abbiamo dato l'incarico di uno studio ad Irpet e Università di Genova a supporto di quanto vogliamo mettere nella pianificazione su questo aspetto».
Sviluppo crocieristico del porto che non può non portare dritti al problema dei problemi: quello dei fondali...
«Dobbiamo puntare alla garanzia di avere cinque metri stabili all'imboccatura e 4,5 metri all'interno dell'avamporto. E questo adesso lo abbiamo».
L'intervento annuale di dragaggio della barra sabbiosa si è appena concluso e si attende che prenda inizio l'escavo dell'avamporto finanziato dalla Regione. I lavori se li è aggiudicati la "Cogeter" di Verona: 18.500 metri cubi in tutto per un importo di 945mila euro: i tempi di realizzazione?
«La draga che ha lavorato sulla barra ha finito (era la "Cucco" della Dragaggi noleggiata dalla "Costruzioni Mentucci Aldo Srl" che aveva vinto l'appalto per l'escavo sulla barra sabbiosa, ndr) ed è rimasta a Viareggio. Con ogni probabilità sarà la stessa che scaverà in avamporto. Entro la fine di gennaio inizieranno le operazioni di dragaggio».
Il progetto dell’Autorità portuale, fin dai mesi successivi all'insediamento, è quello di dotare il porto di Viareggio dell'ennesimo sabbio dotto della sua storia: a che punto siamo?
«Stiamo completando la progettazione preliminare e poi la porteremo all'attenzione del Comitato portuale. I tempi sono un po' più lunghi ma entro il 2015 completeremo l'iter».
Un anno intenso, quello che attende l’Autorità, in base al Piano delle attività approvato...
«I nostri obiettivi sono: realizzare la banchina commerciale, procedere con l'escavo, arrivare a realizzare le colonnine per i servizi sulla banchina Lenci e affidare il servizio di gestione delle stesse. Nel frattempo va avanti tutto il lavoro verso il nuovo Piano regolatore portuale».
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