Sicurezza
In carcere la donna che derubava le case di chi conosceva
Alessia Balderi, viareggina di 42 anni, è stata condannata per dodici colpi messi a segno fra il 2012 e il 2013
VIAREGGIO. Tassello dopo tassello il puzzle - per dirla con le parole del dirigente del commissariato di polizia, Rosaria Gallucci - ha retto fino alla condanna che ha portato in carcere Alessia Balderi, viareggina di 42 anni, che dovrà scontare tre anni e sei mesi di reclusione (oltre a pagare una multa di 2.700 euro). Furti in abitazione e rapine erano le “specialità” della donna. Il cui nome era troppo presente in una serie di denunce sul tavolo del commissariato. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, sono stati dodici i colpi contestati alla donna, tutti messi a segno tra 2012 e 2013.
L’altro elemento comune, balzato agli occhi degli inquirenti è stato il fatto di non aver rilevato effrazioni nelle case delle vittime. Nelle quali - così hanno ricostruito le indagini - la donna entrava non da ladra, ma con la fiducia dei derubati grazie al fatto di frequentare gli stessi ambienti scolastici e sportivi dei loro figli. Un’amica, dunque. Dopo le cui visite, però, non si trovava più questo o quel gioiello.
Con questi elementi in mano, il personale del commissariato ha iniziato a rivolgere specifiche domande alle persone offese, vagliando le loro abitudini, i luoghi e le persone che venivano frequentate abitualmente. Racconto dopo racconto, le vittime dei colpi - sentite singolarmente - raccontavano come Balderi, coi suoi modi affabili, si fosse guadagnata la loro fiducia. Solo col senno di poi, chi aveva subito i furti aveva ricollegato l’ammanco alla presenza delle donna nell’abitazione. Presenza che alle volte portava Alessia Balderi ad allungare le mani sui preziosi che trovava; ed in altre a sottrarre con abilità le chiavi degli appartamenti alle vittime designate procedendo al furto in un momento successivo, quando i proprietari erano momentaneamente assenti.
Ma non è questa la sola imputazione nei confronti della donna che oggi è reclusa a Sollicciano. Tra le vittime di Balderi, infatti, ci sono anche alcune anziane alle quali è andata peggio che ad altri. Il Tribunale di Lucca le ha riconosciuto, in più eventi, le circostanze aggravanti per aver commesso il fatto abusando della fiducia accordatole nel caso dell'ospitalità «e per aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la privata difesa». Alcuni casi in particolare - si legge nella nota diffusa dal commissariato - «hanno colpito gli inquirenti per la freddezza e la mancanza di scrupoli con cui ha operato la malvivente». Per esempio nei casi di rapina ai danni di anziane signore, che Alessia Balderi conosceva, messe a segno «con l'aggravante della violenza consistente nel porre la vittima in stato di incapacità di intendere e di volere mediante somministrazione di un potente sedativo». Farmaco che veniva versato nel caffé preparato per le donne ignare, nell cui case Balderi entrava con una scusa. Una volta che le aziane perdevano conoscenza, l’appartamento veniva ripulito. Gran parte della refurtiva composta da gioielli, orologi ed argenteria è stata recuperata a suo tempo e riconsegnata.
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