Il Tirreno

Versilia

I cinquant’anni del distributore dove Moratti è di casa

I cinquant’anni del distributore dove Moratti è di casa

La stazione di servizio di Gianni Verona ha resistito E festeggia compleanno e Natale con l’albero dei chiodi

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FORTE. In un paese che soggiace da tanti anni alle esigenze dei negozi frivoli ma sfavillanti del Centro, festeggiare il mezzo secolo di un’impresa è cosa che accade ormai di rado. E se questo cinquantenario scocca allo scadere del Centenario del Comune, allora l’occasione è davvero da non perdere. A brindare ai dieci lustri è stavolta il distributore carburanti di Gianni Verona, uno scoppiettante personaggio, che è ormai l’anima di questo angolo del paese, proprio a due-passi-due dalla mitica Capannina. Una zona che lui stesso, da molti anni ha ribattezzato “Il Principato di Roma Imperiale”. E per dire subito di che stoffa è fatto basti ricordare un celebre episodio di tanti anni fa, quando un Tanzi allora all’apice della sua fama gli chiese di pulirgli i vetri. Verona gli replicò senza scomporsi: «I vetri li puliscono al Fiumetto; qui al Forte si puliscono solo i cristalli!».

«Da mezzo secolo facciamo muovere il paese», scherza rammentando un po’ di storia di famiglia: «Cominciò mio padre a Vittoria Apuana e poi arrivammo qui alla Capannina, prima con il babbo e poi assieme a mio fratello Andrea. Dal 1992 sono rimasto da solo, eccetto mia figlia che mi da una mano. Ho perso il conto dei personaggi che hanno fatto il pieno qui. È una tappa obbligata per i vip di Roma Imperiale e per tutti i frequentatori del Forte, ma siamo un distributore double-face perché qui c’è anche l’ultima oasi di fortemarminità». Infatti , dopo che due anni fa ha chiuso i battenti la mitica Agenzia di Arnaldo Federigi, che era il ritrovo dei fortemarmini nei lunghi mesi invernali, proprio il distributore di Verona ne ha preso il posto. E così la piazzetta dietro le pompe, soprattutto se non piove, si agita ogni giorno di tanti indigeni che si ritrovano lì ad animare infinite discussioni, e qualche volta anche per far merenda con gli amici, quando Gianni si mette il pannello e comincia a sgusciare le arselle e a cucinare, magari la sua “frittura di mare su letto di lavarone” che più fortemarmina di così non si può. Ma il “Principato di Roma Imperiale “ vanta anche un altro primato: per decenni, tra le pompe, c’era quella del “Presidente”, e da queste parti dove il nerazzurro sfuma da tutte le parti, è quasi inutile aggiungere che era la pompa di benzina personale (e come tale chiusa a chiave) di Massimo Moratti, il presidentissimo dell’Inter. «Una pompa che era quasi un totem per gli interisti versiliesi che la scrutavano ogni giorno cercando indizi per capire se Moratti era in zona, magari con qualche campione». Questo angolo del Forte, ormai cinquantenario, è così: «Certo che ho perso anche qualche cliente – confessa l’ineffabile Gianni - perché dico sempre ciò che penso, senza curami troppo di chi ho davanti». Già, appuntito. Proprio come l’ultima invenzione: «L’albero natalizio dei chiodi», dove è chiaro che dai rami non pendono gli utili oggetti di metallo, ma le ricevute dei pieni di benzina mai pagati. «E lo scriva: da quest’anno ho dovuto appendere anche i primi “chiodi” russi».

Angelo Petri

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