Il Tirreno

Versilia

Già 12 morti per cancro nella palazzina in cui viveva Santarcangelo

di Donatella Francesconi
Già 12 morti per cancro nella palazzina in cui viveva Santarcangelo

Viareggio: sono 37 in tutto nella zona intorno a via Matteotti. Il quartiere ha paura ed è stata organizzata un’assemblea

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VIAREGGIO. Dodici morti per tumore, nel palazzo dove ha abitato Emanuele Santarcangelo, nel giro degli ultimi anni. Cinque dei quali tutti colpiti dallo stesso cancro al cervello. E 37 in tutto (i 12 compresi) nell’area più vicina all’edificio, intorno a quella via Matteotti i cui residenti da mesi hanno sollevato tante domande sulla presenza della sottostazione elettrica di Ferrovie alla quale si è aggiunta la maxi antenna per la telefonia mobile di Vodafone.

Arpat, proprio in questi giorni, ha reso noto l’esito delle misurazioni effettuate - come richiesto dal Comune - sia per quanto riguarda il campo elettromagnetico a radiofrequenza prodotto dalle stazioni radiobase, «sia per quello magnetico prodotto dalla vicina sottostazione elettrica e linea elettrica da essa uscente». Il risultato ha suscitato sdegno e rabbia nei residenti della zona e nel Comitato di via Matteotti, dopo che l’antenna è spuntata nell’area della sottostazione di Ferrovie.

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E per lunedì 22 alle 21, alla Croce Verde, è organizzata un’assemblea pubblica, inevitabilmente segnata dalla morte di Lele Santarcangelo e dal lutto che ha colpito la sua famiglia. «Il problema - è la voce di Daniele Cinquini, referente del Comitato - è la concentrazione di emissioni. Noi su questo chiediamo di avere risposte». I cittadini vogliono sapere, dunque, non solo quali sono i valori delle emissioni (la sottostazione elettrica di Ferrovie è lì da sempre), ma quale è l’effetto sul corpo umano della concentrazione di emissioni. Intanto hanno incaricato un proprio tecnico di ripetere le misurazioni sulle “tracce” di quelle effettuate da Arpat. Ed alcuni dei valori rilevati supererebbero - queste le prime notizie - quelli indicati nella relazione di Arpat.

Il quartiere ha paura. E le istituzioni hanno il dovere di valutare s evi sia o meno un problema per la salute di chi abita nelle zone intorno a via Matteotti. Lo impone il numero di morti per malattie oncologiche anche in una terra, come la Versilia, che ha il primato negativo dei decessi per tumore in Toscana. Arpat - quando il Comitato è nato - era stata chiara: un’eventuale indagine epidemiologica è di competenza dell’Azienda sanitaria. Verso la quale, però, non risulta che l’ex amministrazione comunale abbia fatto alcun passo.

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