La manifestazione
Cervaiole, il Parco punta i piedi
Il presidente: «Vogliamo rivedere gli accordi, ma Henraux non ci risponde»
SERAVEZZA. A volte ritornano. E in questo caso si tratta del Protocollo sulle Cervaiole, firmato nel 2006 da Henraux Spa, Comuni di Seravezza e Stazzema, e Parco delle Apuane. Secondo l’accordo l’azienda del lapideo doveva compensare con opere pubbliche o immobili gli enti pubblici in cambio dell’abbattimento della cresta delle Cervaiole di 35 metri in altezza. E si riapre il dibattito perché, dopo otto anni, «il Parco delle Apuane non ha ancora ricevuto niente in cambio» come ha ricordato il Presidente Alberto Putamorsi.
Secondo il Protocollo, al Parco doveva essere ceduto l’Abisso Milazzo, una grotta con grande concrezioni scoperta negli anni ’90, e il cosiddetto Palazzaccio. Entrambe si trovano sulla strada Provinciale di Arni. Inoltre Henraux Spa doveva ripulire la sorgente del fiume Serra. Il comune di Seravezza sta definendo in questi giorni le ultime questioni burocratiche che riguardano i beni con cui sarà compensato. Pure Stazzema ha concluso. Ma la vicenda che riguarda Parco ed Henraux è un po’ più complessa. La posizione dell’ente che tutela l’area protetta delle Apuane è netta: «Henraux – ha detto Alberto Putamorsi - non sta rispettando i patti». Il Protocollo si sarebbe infatti arenato perché, già ai tempi della presidenza di Giuseppe Nardini, il Parco avrebbe voluto ritrattare l’accordo. Il problema è il Palazzaccio: «è un onere invece che un vantaggio – secondo l’ente – perché praticamente sta crollando». Un articolo storia a sé, che pure non chiarirebbe tutti i dubbi, servirebbe solo per raccontare come mai il Parco abbia firmato per avere un rudere che non voleva. Fatto sta che la questione è stata risollevata proprio dal Presidente Putamorsi. «A giugno dell’anno scorso, davanti ai funzionari di Henraux, il segretario della Fillea, e il sindaco Ettore Neri – ricorda Putamorsi – in occasione della riunione del secondo step autorizzativo del Protocollo, chiesi di incontrare separatamente l’azienda per capire perché non si era ancora fatto nulla. Dissi subito che noi avremmo rinunciato anche all’Abisso Milazzo pur di fare un ragionamento nell’area di Tre Fiumi, per valorizzarla, con un progetto di ampio respiro intorno all’edifico che non abbiamo ancora acquistato. Henraux disse che ci saremo incontrati. Ho poi telefonato, e ritelefonato, ma è passato un anno e ancora non siamo riusciti ad incontrarli. Purtroppo noi non abbiamo neppure capacità sanzionatorie, o poteri coercitivi che forse solo Seravezza ha». Ma Neri ha fatto sapere che per lui non sussiste un problema. «Se ci sono state trattative tra loro due non lo so – spiega – ma mai sono arrivate richiesta formali dal Parco per fare una proposta o chiedere l’acquisizione almeno dell’Abisso Milazzo». Sull caso da Henraux Spa, d anoi interpellata, solo una brevissima nota: «La Henraux Spa ritiene che se il Presidente del Parco ha delle comunicazioni da fare le faccia nei modi e nelle sedi opportune».
Tiziano Baldi Galleni
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