Casa alloggio della Crea, 6 anni senza gara e con rinnovi a tempo
Viareggio come Roma: anche in quel caso il Mef, un anno fa, aveva contestato illeciti sul sociale Dal 2008 affidamento diretto senza nuovo contratto, nonostante un importo superiore a quello di legge
VIAREGGIO. Il contributo alla Cooperativa sociale Crea dal 2010 al 2014 deve essere considerato un debito fuori bilancio per il Comune di Viareggio. Perché, nonostante le proroghe mese per mese dal 2010 in poi per la gestione della Comunità alloggio di via della Gronda, destinata ai minori, non c’è alcuna obbligazione giuridica perfezionata ai sensi dell’articolo 183 del Testo unico degli Enti locali e si è operato «in assenza delle regole per l’assunzione di impegni e per l’effettuazione di spese previste dall’articolo 191 del Tuel». Dopo la gara del 2002, alla nascita della attuale Comunità alloggio, che affidava il servizio per tre anni, rinnovabili per altri tre, dal 2008 ad oggi negli atti del Comune che stanziano i contributi per la comunità alloggio si legge sempre la stessa formula: “Nell’attesa dell’approvazione da parte del consiglio comunale del bilancio di previsione e del conseguente stanziamento di risorse finalizzate all’espletamento delle procedure di gara e successivo nuovo affidamento...”. In realtà, dal 2008 ad oggi, di bilanci di previsione ne sono stati approvati più di uno, ma alla gara per il nuovo affidamento del servizio non si è mai messo mano. Nemmeno oggi, in presenza della delibera di Giunta numero 182, approvata dall’amministrazione Betti il 29 agosto scorso, che destina alla comunità alloggio 122.395 euro (con tanto di copertura nel bilancio) e prevede la predisposizione della gara tra settembre e fine 2014.
Dal 1991 ad oggi (dati Crea) sono stati ospitati nella Comunità 485 minori, e nel 2014 sono state addirittura respinte, per mancanza di posti, 15 richieste, e la domanda è dunque inevitabile: perché rinviare per ben sei anni la gara per un servizio così importante? Un servizio che risponde alle esigenze di tutela dei minori, inviati alla struttura di via della Gronda dal Tribunale dei minori (nei casi di abbandono o di maltrattamenti subiti dai bambini/ragazzi, ma anche di impossibilità gravi delle famiglie ad occuparsi dei figli), o accompagnati alla Crea dalle forze dell’ordine.
«Il contratto di servizio è scaduto nel 2008 - ha ricordato nei mesi scorsi il ragioniere capo Salvatore Santoro - e continuamente prorogato in assenza di gare ad evidenza pubblica». Un affidamento diretto «sebbene l’importo del servizio sia superiore ai limiti previsti dal Decreto legislativo 163/2006 (Codice degli appalti, ndr)». Cosa significa lo spiega bene la relazione del ministero dell’economia (Mef) sul Comune di Roma. Datata 26 gennaio 2014 prende in considerazione molti degli aspetti della gestione del sociale, nel Comune del sindaco Ignazio Marino, che oggi compaiono nell’inchiesta “Mafia Capitale”. «L’affidamento di un appalto in violazione delle disposizioni in materia è stato oggetto di esame in diverse occasioni da parte della Magistratura contabile», scrivono gli ispettori del Mef Vito Tatò ed Enrico Lamanna. La Corte dei Conti della Lombardia (sentenza 427/2012) ha stabilito che «il principio di concorsualità degli affidamenti deve essere attuato in tutti i procedimenti di scelta del contraente privato, in quanto strumentale all’attuazione della legalità e buon andamento dell’azione amministrativa».
Inoltre - ricorda il Mef - la proroga degli affidamenti «è stata espressamente vietata dall’articolo 23 della legge 62/2005. Successivamente l’articolo 57, comma 7, del Codice degli appalti ha previsto espressamente il divieto del rinnovo tacito dei contratti». La relazione Mef sulla Capitale, che si occupa anche di una delle cooperative finite nell’inchiesta, sottolinea come vi siano i presupposti per la generazione di un debito fuori bilancio oltre che un’esposizione «a dirette responsabilità economiche dei soggetti che hanno ordinato o consentito le prestazioni». Nel caso di Viareggio, gli ex assessori Fantoni e Lazzerini, il commissario prefettizio Mannino.
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