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Viareggio, nidi di nuovo nel caos: "Non si sa se riaprono dopo le feste"

Matteo Tuccini
La protesta dei passeggini a Viareggio
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La protesta dei passeggini a Viareggio

Le educatrici ai genitori: incertezza totale, non sappiamo se ci rivedremo il 7 gennaio. Famiglie invitate a telefonare per informarsi agli uffici comunali, ma sul web ribolle di nuovo la protesta

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VIAREGGIO. Non c’è pace per i genitori degli asili nido comunali. Venerdì 19, nel giorno dei saluti e degli auguri per la chiusura delle strutture - in vista delle feste natalizie - in molti si sono sentiti dire dalle educatrici che al momento non ci sono certezze di rivedersi il 7 gennaio. Cioè la data prevista per la riapertura post-vacanze.

Il problema, come si sa, è il rinnovo del contratto con le cooperative che tengono aperti i nidi. Rinnovo per cui si era mossa anche la Regione, con il presidente Enrico Rossi a prendersi l'incarico di tenere aperti gli asili fino a giugno. Ebbene: questo rinnovo - a pochi giorni dalla scadenza del contratto, 31 dicembre - ancora non è stato fatto. Il motivo? Il Comune, che aveva recuperato i soldi necessari per tenere aperti i nidi, sta riformulando l'appalto per la gestione del servizio da affidare poi all'Azienda speciale pluriservizi. Con l'obiettivo di risparmiare il più possibile.

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Così su Facebook - in particolare sul gruppo “Viareggio unita per il diritto all’istruzione” - si è aperto il dibattito. Con interventi anche piuttosto decisi. Compreso quello dell’ex presidente della Fondazione Carnevale Stefano Pasquinucci.

«Anche a me, all’asilo nido che frequenta mia figlia, hanno segnalato il problema - dice Pasquinucci - L’indicazione che è stata data è quella di dire ai genitori che il nido potrebbe non riaprire il 7 gennaio e, proprio per questo, di informarsi telefonicamente contattando la Pubblica istruzione». L’ennesima assurdità, l’ennesimo caos. Anche perché che senso ha invitare ogni famiglia a informarsi autonomamente, quando la chiusura sarebbe valida per tutti (e quindi potrebbe essere comunicata una volta sola)?

Certo che, se i nidi non dovessero riaprire, si scatenerebbe nuovamente la rivolta dei genitori. Qualcuno minaccia di occupare l’ufficio del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, ma è chiaramente una provocazione per far capire che l’esasperazione è giunta al limite. E che ogni passo falso non verrà più tollerato.

Intanto si stanno raccogliendo le adesioni per il ricorso al Tar contro l’aumento delle tariffe dei nidi. Sembra che ci siano molti genitori pronti ad affrontare la battaglia legale, mentre sul caro-mense le adesioni pare siano più ridotte.

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