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Smascherato dal Dna uno degli autori della rapina alla villa di Pippo Marchioro
I carabinieri hanno arrestato Gennaro Buonavoglia, 44 anni, residente a Viareggio. Denunciati a piede anche gli altri due autori del colpo
VIAREGGIO. Un arresto e due denunce a piede libero per la rapina nella villa dell'ex allenatore di calcio Pippo Marchioro avvenuta la sera del 21 agosto dello scorso anno a Camaiore. I Carabinieri del mucleo investigativo di Lucca e della Compagnia di Viareggio hanno arrestato Gennaro Buonavoglia, 44 anni, originario di Napoli, da anni residente a Viareggio, già in carcere per reati contro il patrimonio.
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E’ lui uno degli autori della rapina avvenuta la sera del 21 agosto 2013 ai danni dei coniugi Marchioro sulle colline di Camaiore.
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Quella sera, tre individui travisati e armati attesero il ritorno a casa dei coniugi che, al rientro dal mare, presso la loro abitazione sulle colline di Camaiore, parcheggiata l’auto, vennero affrontati dai tre che si erano nascosti nella vicina vegetazione e, sotto la minaccia delle armi, furono costretti a scendere al piano inferiore della villa, ove li imbavagliarono, bendarono e legarono con del nastro adesivo e capi d’abbigliamento prelevati sul posto, poi rinchiusi in un bagno, con ordine di non muoversi, sotto la minaccia di morte. I tre fecero razzia rubando vari oggetti di valore, oro e argenteria, per poi allontanarsi. I coniugi riuscirono a liberarsi grazie all’intervento di alcuni vicini accorsi dopo aver udito le grida di aiuto.
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Le indagini dei carabinieri hanno consentito col primo intervento sul luogo del reato di rintracciare e reperire il materiale utilizzato dai malviventi che era stato gettato nei pressi della villa, rivelatosi molto utile per il prosieguo delle indagini, poiché contenente numerose tracce di profili biologici.
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Rintracciata la refurtiva, in parte posta in vendita presso un Compro Oro di Viareggio, è stato possibile poi restringere il campo di ricerca verso alcuni soggetti con precedenti per furti e rapine abitanti in Versilia, sino a circoscrivere e identificare nei tre individui gli autori della rapina.
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Il Dna analizzato presso i laboratori del Ris di Roma, che ha confermato la compatibilità dei profili biologici presenti sui guanti e sul nastro adesivo con il profilo biologico dell’arrestato, oltre che per la sua presenza nel giorno e nell’ora della rapina nella zona di Camaiore, accertata dai carabinieri del Nucleo Investigativo, ha permesso di far scattare a suo carico la misura cautelare disposta dal Tribunale di Lucca, mentre gli altri due autori restano denunciati a piede libero: uno è viareggino, l'altro è tunisino.
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