Il dolore
Luci, palle e addobbi contro la crisi
In piazza Mazzini l’abete del dissesto diventa l’albero della speranza
VIAREGGIO. E fu così che la città si regalo il suo più bell’albero di Natale, quello della speranza. È la frase di una storia a lieto, quella di un albero di Natale che di natalizio non aveva proprio niente per colpa delle casse vuote (ma sarebbe meglio dire svuotate dalla cattiva politica) di un Comune dissestato, Viareggio. Ma che grazie all’impegno di mamme, papà, bambini nonni si è trasformato in un vero simbolo del Natale, carico di significati e aspettative. Perché l’albero addobbati ieri in piazza Mazzini dalla città è diventato un messaggio per molte cose. È l’albero della protesta contro il declino della città e quindi della riscossa dei viareggini pronti a rimboccarsi le maniche per ripartire. È l’albero della memoria con le palline che riportano i nomi delle 32 vittime della strage del 29 giugno. È l’albero della battaglia, decorato dalle famiglie che faranno ricorso al Tar contro gli aumenti dei costi dei servizi scolastici. Senza dubbio è la testimonianza che Viareggio non vuole morire soffocata dal dissesto finanziario che la caratterizza: nelle grandi cose, come nelle piccole.
La mobilitazione di ieri, andata in scena in contemporanea con la manifestazione dei bimbi dei nidi cittadini sul lungomare, è nata dall’idea una mamma postata su Facebook. Il passaparola e il coinvolgimento del comitato Viareggio unita per il diritto all’istruzione, hanno fatto il resto e in piazza si sono ritrovate centinaia di persone.
Fondamentale il contributo di tutti coloro che in questi giorni hanno portato una palla colorata, un fiocco, un pupazzo e così via. Ma anche della protezione civile di Viareggio e di due ditte private: l'impresa di Luca Servi che ha fornito il mezzo con il quale raggiungere la punta dell'albero per sistemare lì luci e decorazioni e l'officina Casadio che ha acquistato le luci per l'abete.
Con un cestello si è arrivati in cima all’abete. Lì sono state sistemate le luci, la punta e le palle di Natale portate dai bambini e dai familiari delle vittime della strage. Ce n’era anche una per Matteo Valenti, giovanissima vittima del lavoro che Viareggio porta nel cuore. Ed un’altra per dire no alla chiusura della casa alloggio di Viareggio.
Valentina Landucci
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