La manifestazione
Violenti e aggressivi malgrado l’età
E uno dei due è già stato protagonista di un episodio analogo in Darsena
VIAREGGIO. Due ragazzini che, malgrado la giovane età, sono estremamente violenti. E che, nel lungo periodo di tempo trascorso fra l’aggressione e l’arresto non hanno mai mostrato alcun segno di ravvedimento. Così, nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale per i minori di Firenze Massimiliano Signorini, vengono descritti i due diciassettenni ritenuti responsabili dell’omicidio di Iacconi e del tentato omicidio di Lasurdi.
Il primo (quello che si è autoaccusato quattro giorni dopo i fatti) «ha procedimenti pendenti per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia (che risalgono all’inizio del 2013 e ai primi mesi del 2014)». Ma un episodio ancor più inquietante per il quale è indagato si sarebbe verificato già la scorsa estate, quando sarebbe stato protagonista di una aggressione in Darsena nei confronti di altri ragazzi eseguita utilizzando anche in quel caso un casco. Inoltre è «soggetto incline alla violenza, conosciuto per abuso di sostanze stupefacenti (cocaina e cannabis) e per comportamenti aggressivi e antisociali». Non solo. Nel recente passato, sottoposto ad una serie di programmi di riabilitazione, «la sua permanenza in comunità è stata caratterizzata da continue fughe e da un comportamento oppositivo e non collaborativo».
Apparentemente meno pericoloso l’altro diciassettenne arrestato. «Come emerge nelle trascrizioni telefoniche intercettate, non ha mai mostrato alcun segno di ravvedimento in relazione ai gravi fatti delittuosi di cui si è reso responsabile e, al pari del suo coetaneo, ha rivelato con la propria condotta preoccupanti problematiche di discontrollo degli impulsi».
Il giudice per le indagini preliminari sottolinea inoltre come i due si siano resi responsabili di «gravissime azioni criminose compiute con estrema ed insensata violenza, con un casco utilizzato come arma impropria», proseguendo nella loro azione delittuosa «anche quando le due vittime erano già state colpite e si trovavano distese al suolo».
Un quadro di «pericolosità sociale» che ha fatto scattare l’arresto.
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