Il Tirreno

Versilia

Rapinò un 15enne: condannato a tre anni

Un'aula del tribunale di Lucca
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Un'aula del tribunale di Lucca

Lo scorso agosto l’uomo aveva rubato il cellulare a un ragazzino, dopo averlo minacciato col coltello

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VIAREGGIO. Aveva rubato il cellulare a un 15enne minacciandolo con un coltello. Ieri il giudice lo ha condannato a 3 anni e tre mesi di reclusione e al risarcimento danni delle parti civili rappresentate dall’avvocato Aldo Lasagna: più o meno 5mila euro. È quanto deciso ieri, nel corso del rito abbreviato, dal giudice Marcella Spada Ricci nei confronti di Alessandro Rosso, pluripregiudicato, già detenuto nel carcere di Lucca per altri reati. Nella sera dello scorso 27 agosto, il 32enne originario di Brescia, aveva avvicinato un gruppetto di tranquilli adolescenti seduti su una panchina a chiacchierare, con alcuni dei genitori nelle vicinanze. Rosso aveva chiesto a uno dei ragazzi di consegnargli il telefono cellulare. Di fronte al rifiuto era passato alle maniere forti: «Dammi il telefono o fai una brutta fine», e dopo aver proferito la minaccia aveva estratto un lungo coltello. Il ragazzo rimase scioccato e l’uomo ne ha approfittato per strappargli con la forza il cellulare. Poi si dette alla fuga.

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Ma il padre del giovane rapinato, che si trovava lì vicino, informato dell’accaduto inseguì il rapinatore. E nonostante quest’ultimo brandisse il coltello per farlo desistere, padre-coraggio non arretrò di un centimetro. Nel frattempo i genitori degli altri ragazzi avevano avvertito il commissariato. La sala operativa del commissariato inviò immediatamente sul posto due volanti: le indicazioni dei genitori permisero agli agenti di intercettare subito il rapinatore, che stava cercando inutilmente rifugio all'interno in un chiosco della pineta di levante.Vistosi braccato il ladro gettò il coltello nel raccoglitore dei rifiuti per il vetro. Probabilmente credeva che gli agenti non avrebbero frugato in mezzo ai cocci taglienti. E si sbagliava. Il coltello fu ritrovato e la sua posizione si complicò ulteriormente. (g.p.)

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