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Raffica di furti ai danni dei surfisti a Lido di Camaiore

Gabriele Noli
Raffica di furti ai danni dei surfisti a Lido di Camaiore

Prese di mira dai ladri le auto parcheggiate a poca distanza dal pontile: serrature forzate e vetri rotti per arraffare di tutto dentro le vetture

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LIDO. Dopo l’ultima ondata di furti, i surfisti alzano la voce. Sono arrabbiati e stufi. Negli ultimi giorni i ladri hanno preso di mira diverse auto parcheggiate a poca distanza dal pontile di Lido: serrature forzate e vetri rotti per arraffare qualunque cosa fosse all’interno delle vetture.

A farsi portavoce del coro di lamento dei surfisti è Luca Palla, salito alla ribalta per essere riuscito nella personalissima sfida di raggiungere Santa Marinella (nel Lazio), partendo da Viareggio, prima in mare col sup, poi in bici ed infine a corsa. «Nonostante i nostri numerosi appelli di aiuto nessuno ha mosso un dito - spiega Palla - per ora non si è vista neppure una pattuglia passare lungo il viale. Abbiamo inviato svariate mail al sindaco Alessandro Del Dotto, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta e tutte le volte che chiamiamo il comando dei vigili urbani ci dicono che sono impegnati a fare altro». I surfisti chiedono a Del Dotto di intervenire in fretta e drasticamente, «perché se Lido dovesse perdere anche il turismo che il surf porta, soprattutto nel periodo invernale, rimarrebbero solo persone poco raccomandabili». Palla racconta che sabato scorso un gruppo di surfisti ha presidiato per ore alcune zone dove erano già stati compiuti dei furti. «Tramite l'Assonautica, che gestisce il porto spiaggia, abbiamo inoltrato una raccomandata al prefetto di Lucca mettendo a conoscenza le varie forze dell'ordine e direttamente il sindaco, perché oltre ai furti, lungo la spiaggia di Lido, si possono incontrare sempre più spacciatori che agiscono indisturbati e senza che nessuno faccia qualcosa per fermarli». Un nutrito gruppo di surfisti si è riunito per discutere su un problema che li vede coinvolti, loro malgrado. «C’è un atteggiamento di menefreghismo da parte di chi dovrebbe. Ho dovuto addirittura cancellare il post che avevo pubblicato su Facebook a proposito dei furti sulla pagina del mio negozio (l’Inside, a Lido di Camaiore), perché i commenti erano diventati davvero eccessivi e si stava rischiando di sfociare in istigazione alla violenza, ma quella vera. Il nostro popolo, quello dei surfisti, riesce a dare ossigeno ad un'economia che d’inverno è completamente inesistente, Basta infatti affacciarsi sul pontile di Lido per contare centinaia di persone che oramai affollano il nostro mare per una passione che deve poter continuare a esistere senza la paura ogni volta di essere derubati», fa presente Palla.

Che oltre a delineare un quadro preoccupante, propone qualche soluzione: «Potrebbero essere posizionate ulteriori telecamere per monitorare il viale (sia Europa, che Bernardini, ndr), che chiaramente deve essere battuto dalle forze dell'ordine, soprattutto quando ci sono le onde anche se le condizioni climatiche non sono quelle di Ferragosto».

Gabriele Noli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web