Il dolore
Inchiesta sull’ippica, prosciolti i versiliesi
VIAREGGIO. Maurizio Pieve, 56 anni, driver di Lido di Camaiore, e Pier Marino Ardenti, 67, residente a Capannori ma domiciliato a Lido, sono stati prosciolti da ogni accusa nell’inchiesta su doping e...
VIAREGGIO. Maurizio Pieve, 56 anni, driver di Lido di Camaiore, e Pier Marino Ardenti, 67, residente a Capannori ma domiciliato a Lido, sono stati prosciolti da ogni accusa nell’inchiesta su doping e scommesse nell’ippica. Una maxi-indagine con 24 persone coinvolte, che non è neppure andata a processo. E al di là della formula pronunciata dal giudice delle udienze preliminari di Potenza, di sicuro l’inchiesta su un presunto giro di doping e scommesse nell’ippica diventa un esempio di come spesso il motore della giustizia giri a vuoto.
Con la sentenza del gup si chiude per 24 imputati un’indagine iniziata nel 2006 a Potenza dal pm John Woodcock con diramazioni toscane. Non sono state ritenute meritevoli neanche di andare in dibattimento le accuse di doping per truccare le gare. I cavalli favoriti, secondo l’accusa, venivano “frenati” dai driver in combutta con gli scommettitori. A leggere l'atto di accusa della Procura, a muovere i fili della presunta associazione a delinquere sarebbero stati Enrico Bellei, driver di rilievo internazionale conosciuto come “L’imperatore”, Klaus Holger Elhert, allenatore di cavalli e Pier Marino Ardenti, ex imprenditore del settore auto ritenuto il «responsabile finanziario della gestione e dell'effettuazione delle scommesse illecite». Accuse sgretolate in sede di udienza preliminare.
Pietro Barghigiani
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