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Versilia

Forassiepi insiste: no alle primarie

Forassiepi insiste: no alle primarie

L’assessore all’urbanistica dice sì alla candidatura a sindaco «solo se condivisa»

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PIETRASANTA. Giorni febbrili nel centrosinistra in vista delle amministrative 2015: contrariamente alle previsioni, Rossano Forassiepi ha infatti detto no alle primarie - dove invece sono pronti a recitare da protagonisti Luca Mori e Italo Viti - senza però rinunciare alla propria candidatura a sindaco.

«Chiedo una decisione rapida ma definitiva in merito alla mia candidatura solo come portatore dell'interesse della coalizione con un’intesa più larga possibile. Quantomeno, e mi sembra il minimo, a circoscrivere l'ambito del mio partito» scrive in una nota l'assessore ai lavori pubblici che aggiunge: «Mentre a destra Mallegni attende l'incoronazione ufficiale, pensando di risorgere dalle ceneri di un centro destra che niente ha saputo fare per rinnovarsi e cambiare volto, qui a sinistra, come ormai da copione, riusciamo sempre e comunque a farci del male. Quando, non senza travaglio interiore, ho deciso di mettermi a disposizione, l'ho fatto solo e unicamente per verificare se sulla mia candidatura potesse essere rifondata l'unità necessaria al centro sinistra, non solo per vincere le elezioni, ma anche per governare. Non sono né ambizioso né scellerato, ma realista: lo scossone che stava provocando a tutta la coalizione la rinuncia di Domenico Lombardi, assieme alle richieste continue di primarie di Luca Mori, mi ha fatto riflettere sull'importanza dell'unità della compagine che ha governato, e bene, la città in questi anni, e di quanto il bene supremo di questa unità dovesse prevalere rispetto alle ambizioni personali. È per questo che continuo a pensare che la soluzione migliore sia la sintesi nell'unità e non la cristallizzazione di divisioni più personalistiche che politiche e programmatiche» precisa Forassiepi che si definisce amareggiato per «il fatto che le mie posizioni politiche siano state colte solo come una mera discesa in campo e non come un ragionamento politico per ritrovare lo spirito e la forza che cinque anni fa ci ha permesso di sbaragliare il campo contro un centrodestra emblema del personalismo e della politica dell'opportunità. E queste mie affermazioni sono tutt'altro che il messaggio “o me, o nessun altro come me”, ma solo un invito appassionato, e in primo luogo alle segreterie, per riflettere ulteriormente sulla rilevanza politica di doppie candidature per lo stesso partito, per non parlare di chi decide di andare per conto proprio o di chi partecipa alle primari per far in modo che queste vengano celebrate».(l.b.)

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