Sicurezza
Addio a Cesarino Bertolani, il contadino che divenne imprenditore
Dagli ulivi di Massarosa agli stabilimenti balneari di Viareggio e Lido, passando per il commercio: se ne va un uomo che nel Dopoguerra ha contribuito a creare il mito della Versilia
VIAREGGIO. Contadino, soldato sul fronte francese, poi imprenditore di successo. Quanto è stata lunga la vita di Cesare Bertolani, per tutti "Cesarino". Si è spento venerdì 12 a 99 anni, ma la famiglia - coinvolta com'è giusto in altri pensieri - ne ha dato notizia solo lunedì 15. Lo stesso giorno in cui ci sono i funerali a Massarosa.
La storia di Cesarino nasce tra gli ulivi di Massarosa, dove è cresciuto. Ulivi che ha continuato a tenere fino all'ultimo, nel suo paese dove ha sempre vissuto, assieme alla moglie - e collaboratrice in tutte le attività - Ilma Luchini, oggi 95enne. Che adesso lo piange assieme ai figli Claudio, Lorenzo e Gabriella.
Cesarino, come detto, fa la Seconda guerra mondiale combattendo contro la Francia nei primi mesi del 1940. Dopo il conflitto mondiale c'è da rifare l'Italia e da rifarsi una vita. Fare il contadino non basta, ci sono un sacco di opportunità. Così Cesare Bertolani va a fare il bagnino a Viareggio. Nel 1952 riesce a prendere in affitto il Marco Polo e il Tritone, stabilimenti balneari che poi arriverà a comprarsi. Rendendoli punti fermi del turismo in Passeggiata. A questi due bagni si aggiunge lo stabilimento Franca, a Lido di Camaiore, acquistato nel 1994.
Sono gli anni del boom, in cui la Versilia diventa centro del mondo. I Bertolani sfondano anche nel commercio: loro prendono un negozio di alimentari a Massarosa, il nipote Piero Bertolani si mette in proprio e apre attività a Viareggio, in Passeggiata e in zona Mercato: oggi è lo stimato presidente di Confcommercio Viareggio.
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Quando Cesare decide di passare la mano, gli subentrano i figli. Ecco come ricordano il loro amato padre: "Con un carattere gioviale disposto alla conversazione, spesso si perdeva a cianciare, come diceva nostra madre, con i conoscenti o con chi trovasse disponibile, davanti all’edicola o in piazza della chiesa. Ci sorprendeva, pensandolo forte e sempre sicuro di sé, quando lo vedevamo con gli occhi arrossati per una scena toccante di un film in TV. Disposto a donare a chi ne avesse bisogno. era un uomo generoso e di gran cuore che si impietosiva di fronte alla malasorte di un amico o di un conoscente. Nello stesso tempo possedeva un carattere caparbio, tenace, volitivo e quasi testardo quando voleva raggiungere uno scopo, e come non esserlo, in quel periodo, dopo la guerra, dove tutto era stato perso, finiva il mondo contadino degli uliveti e il lavoro non era più certo, mentre lui doveva pensare alla sua nuova famiglia, ai figli e all’amata moglie".
"Con perspicacia e coraggio - proseguono i figli - e tanto lavoro è riuscito in quegli anni difficili a sopravvivere con dignità e risorgere con tanto sacrificio. A sera, dopo una giornata di lavoro, quando si aspettava la cena ci faceva giocare saltando sulle sue ginocchia o dopo la cena ci accoglieva fra le sue braccia e il suo respiro possente e rassicurante ci cullava, addormentandoci dolcemente. Come abbiamo fatto noi venerdì scorso".
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