Sicurezza
Una scultura di Pomodoro sulla strada di Michelangelo
SERAVEZZA. Seravezza onora Giò Pomodoro con una sua opera sulla Via dei Marmi di Michelangelo. La statua “Pilastro a Marat” che lo scultore seravezzino ha scolpito nel ‘69, nel suo laboratorio di via...
SERAVEZZA. Seravezza onora Giò Pomodoro con una sua opera sulla Via dei Marmi di Michelangelo. La statua “Pilastro a Marat” che lo scultore seravezzino ha scolpito nel ‘69, nel suo laboratorio di via Ragazzi del ‘99, sarà posizionata nella nuova piazzetta dell’ex area Sigali a Querceta, che prenderà il suo nome. La cerimonia di intitolazione avverrà questa mattina alle 11, alla presenza dell’amministrazione Neri e del figlio, Bruto Pomodoro.
È stato infatti il figlio a chiede al Sindaco Ettore Neri di poter portare a Querceta una statua in ricordo del padre. L’opera è stata donata alla Fondazione Terre Medicee. «Querceta è stato il luogo elettivo dove mio padre ha lavorato e vissuto, e aveva il laboratorio – commenta Bruto - La grande maggioranza delle opere sono state realizzate qui a partire dagli anni ’70. Inoltre ho seguito il lavoro fatto dalla Fondazione in un decennio durante il quale Seravezza è emersa con iniziative di valenza ponendosi come nuovo centro di interesse culturale». L’opera è in marmo bianco Carrara con una base in nero Marquinia, e fa parte del ciclo sullo studio delle torsioni assonometriche. E dedicata a Marat, il giornalista e politico francese protagonista della rivoluzione francese, eletto anche presidente dei Club dei Giacobini. «Il fatto che il figlio di Giò Pomodoro – commenta il sindaco Ettore Neri - ci abbia cercato spontaneamente è per noi un evento di valore altissimo e di pregio sotto l’aspetto artistico. Siamo contenti di segnare la Via dei Marmi di Michelangelo con una sua opera, nella sua Querceta, in un’area appena recuperata. Questa nicchia è stata individuata dal direttore della Fondaizone Carli e dal nostro architetto Andrea Tenerini».
L’opera è stata scelta dall’amministrazione tra alcune proposte da Bruto tutte in marmo. Giò Pomodoro, scomparso 12 anni fa «aveva preso a cuore - spiega Bruto - il problema delle maestranze e degli scarpellini, e altre maestranze, che secondo lui non dovevano scomparire, e a loro aveva dedicato un testo». L’opera sarà scoperta stamani. «Si tratta di un gesto significativo sotto anche un altro profilo – spiega l’assessore Riccardo Biagi – e cioè perché segna per Querceta, considerato il punto nevralgico dell‘economia e del commercio del comune, un riconoscimento per quella che è stata anche una terra di artisti».
Tiziano Baldi Galleni
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