Sicurezza
Tredicesima? Un miraggio per centinaia di lavoratori
La Cgil: «In Darsena almeno 300 non la vedranno, il regalo è tenere il posto» E anche nel commercio, esclusi i grandi marchi, i pagamenti regolari sono rari
VIAREGGIO. «La tredicesima di quest’anno? Non essere licenziati». Tra i lavoratori della Darsena il Natale sta arrivando così, tra battute amare e incertezze totali su un futuro che al momento non c’è. Sono 300, infatti, gli addetti della nautica che hanno visto concludersi a novembre il periodo della cassa integrazione. E che stanno passando questi giorni pre-festivi con tanti dubbi sul domani. Smaltendo ferie arretrate o facendo assenze forzate, come richiesto dal titolare dell’azienda. Ammesso che - come detto - non facciano parte di quella trentina di persone che sono già state mandate a spasso.
Diritto che non c’è. Parlare di tredicesima, in questi casi, è pure utopia: «Solo chi ha fatto 15 giorni di lavoro al mese l’ha maturata - afferma Lamberto Pocai, segretario della Fiom Cgil - qui la situazione è drammatica, ci sono tante famiglie che non riscuotono nulla da mesi a causa dei soliti ritardi nell’erogazione della cassa integrazione in deroga». Drammi che, come spieghiamo nel box a fianco, portano qualcuno a rifugiarsi nel lavoro nero per racimolare degli extra.
Commercio in bilico. Detto della nautica, anche nel commercio la situazione è tutt’altro che rosea. «Esclusi i cosiddetti marchi, le catene e la grande distribuzione in generale, che pagano con regolarità - afferma Massimiliano Bindocci, segretario della Cgil versiliese con una lunga esperienza nella difesa dei lavoratori di commercio e turismo - le difficoltà delle attività commerciali più piccole a garantire la mensilità aggiuntive sono note. Detto questo, si tratta di un diritto che è previsto da contratto. E che va rispettato».
Niente liquidità dalle banche. Gli stessi commercianti, però, spiegano che il supporto delle banche - necessario anche per l’anticipazione di liquidità, cioè soldi freschi da dare ai dipendenti per stipendi e appunto tredicesime - è assai gelido. «L’accesso al credito - spiega Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio - è tutt’ora molto, ma molto limitato. C’è chi, tra i colleghi, si presenta mettendo in garanzia degli immobili. E lo guardano come se mettesse sul piatto robaccia». È il segreto di Pulcinella: le banche non gradiscono più la garanzia data da case e immobili in generale, che sul mercato si piazzano abbastanza male. Lo stesso Bertolani, peraltro, ammette le difficoltà di tanti esercenti a garantire nei tempi canonici, cioè senza rinvii, i pagamenti ai dipendenti. «Chi chiude al 31 dicembre senza troppi debiti è un mago. Io stesso ho ridotto le ore di lavoro, ma nel 2015 l’incognita è totale». Decisivo, in questo senso, sarà il mese di dicembre.
Penalizzato lo shopping. Il paradosso è che a penalizzare il commercio, anche in vista dello shopping natalizio, c’è proprio la riduzione di tredicesime che stanno affluendo e affluiranno nelle tasche dei versiliesi. Una volta la mensilità aggiuntiva, erogata proprio in questi giorni, serviva per far rifluire il denaro sul resto della città. Tra regali e acquisti di vario genere. Oggi chi la percepisce deve metterla da parte per pagare Tasi, Imu e quant’altro, o anche vecchi debiti. Salvo provvedimenti di sospensione che arrivino... dall’alto. «Forse Viareggio non ha mai avuto, dal punto di vista commerciale, un Natale super - conclude Bertolani - resta il fatto che se la gente non mette insieme il pranzo con la cena, non puoi aspettarti che affolli i nostri negozi per comprare i regali».
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google