Lutto
Pagamenti in ritardo ai gruppi dei tappetari di Camaiore
CAMAIORE. Anno nuovo problemi vecchi. La prossima settimana a Camaiore andrà a riunirsi l’assemblea annuale dei 14 gruppi che portano avanti la tradizione dei tappeti di segatura a Camaiore (l’appunta...
CAMAIORE. Anno nuovo problemi vecchi. La prossima settimana a Camaiore andrà a riunirsi l’assemblea annuale dei 14 gruppi che portano avanti la tradizione dei tappeti di segatura a Camaiore (l’appuntamento è per venerdì al teatro il Colosseo) ma i problemi all’ordine del giorno sono pressochè identici a quelli dell’anno passato: i ritardi nei pagamenti dei rimborsi spese che non consentono ai gruppi una adeguata programmazione delle attività, la mancanza di una sede - nel centro storico - per un museo (con archivio e aula didattica)dedicato alla tradizione dei tappeti di segatura, i tempi per la consegna ad alcuni gruppi degli spazi laboratorio agli ex macelli. Impegni e promesse dell’amministrazione comunale in carica non sono mancati, ma quello che ci si aspetta ora nel mondo dei tappetari sono le certezze. All’assemblea, alla quale si presenterà dimissionario il presidente dell’associazione tappetari, Franco Benassi, ci sarà anche il Comune e dunque sarà l’occasione per avere delle risposte sulle questioni ancora aperte.
«Il presidente dimissionario Benassi - si legge in una nota dell’associazione - punta molto sulla realizzazione di quanto sopra come elemento fondamentale di crescita di una tradizione radicata nel territorio, dopo la firma del protocollo d'intenti con il sindaco Del Dotto che prevede anche ogni anno l'organizzazione dal mese di gennaio dei corsi propedeutici dei tappeti di segatura nelle scuole».
L’assemblea sarà chiamata anche all’elezione del nuovo presidente che, insieme alla parrocchia, al priore di Camaiore, monsignor Pacini, al Comune e al sindaco Alessandro Del Dotto sarà chiamato a definire la programmazione degli eventi per il 2015 a cominciare dal Corpus Domini di giugno ed un grande evento di forte impatto nazionale o internazionale per la primavera o l'autunno «magari - scrive l’associazione - riprendendo il progetto New York rimasto nel cassetto in questi anni o con una città europea o nel solco della tradizione legata ai percorsi della Francigena».
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