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Versilia

In sala operatoria risultò un tumore Ma l’esame istologico non lo rileva

«Vogliamo parlare di quel tumore che sarebbe stato rimosso, salvo non esservene traccia nell'esame istologico?»: questa la domanda dell'avvocato Gabriele Dalle Luche, che assiste la famiglia di...

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«Vogliamo parlare di quel tumore che sarebbe stato rimosso, salvo non esservene traccia nell'esame istologico?»: questa la domanda dell'avvocato Gabriele Dalle Luche, che assiste la famiglia di Maida Signorini, deceduta dodici giorni dopo un intervento chirurgico all’ospedale Versilia. Una domanda che si fonda sugli atti di indagine. «La definizione di "paziente con tumore al colon" - si legge nella informativa del commissariato di Viareggio indirizzata al sostituto Procuratore Antonio Mariotti - evidentemente era compatibile con quello che il chirurgo ha visto sul tavolo operatorio. Tuttavia l'esame istologico refertato in data 13 marzo non evidenzia alcuna patologia tumorale». Nel riassumere la storia di un ricovero senza ritorno, i consulenti della Procura, Marco Di Paolo e Paolo Malacarne, ravvisano una condotta clinica non sempre aderente alla "standard of care" in caso di sepsi, sepsi severa e choc settico», con «tardivo riconoscimento dell'evoluzione a spesi severa tra il giorno 8 e il 9, terapia antibiotica sottodosata, tardiva consulenza rianimatoria, lacune nel trattamento in Terapia intensiva». Oltre a «nutrizione sotto i limiti minimi». (d.f.)

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