Il Tirreno

Versilia

Condannato l’ex comandante Strippoli

di Donatella Francesconi
Condannato l’ex comandante Strippoli

Dovrà risarcire al Comune il danno di immagine provocato con la vicenda dell’acquisto dei mezzi dopo la strage ferroviaria

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VIAREGGIO. Quelle auto e moto nuove di zecca per la polizia municipale non sono state pagate con i fondi stanziati dallo Stato per il disastro ferroviario del 2009 e non sono neppure arrivate al Comando il 7 agosto dello stesso anno. Sono questi gli elementi che hanno portato al rinvio a giudizio prima e alla condanna, ieri, di Vincenzo Strippoli, all’epoca dei fatti comandante dei vigili viareggini. «Questo è un processo documentale», ha dichiarato in udienza - davanti al giudice Riccardo Nerucci - il pm Antonio Mariotti che affidò le indagini alla guardia di finanza di Viareggio e che per Strippoli aveva chiesto una pena di 8 mesi. Ed il primo documento è la delibera di consiglio comunale, numero 93 del 30 novembre 2009, con la quale viene riconosciuto il debito fuori bilancio per l’acquisto - con denaro del Comune e dunque non dello Stato - di sei auto ed otto moto, per 236.510,26 euro. Inoltre, i mezzi il 7 agosto non erano al comando, in quanto non ancora allestiti. Tanto che furono consegnati materialmente l’8 settembre 2009 (5 auto), il 5 dicembre (1 auto) e il 21 novembre (le moto).

La richiesta di pena avanzata dalla Procura, per il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici) è diventata un anno nella sentenza di condanna, con l’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo. Pena sospesa, ma non per quanto riguarda la provvisionale di 20mila euro che Strippoli dovrà versare al Comune per il danno di immagine che l’Ente ha contestato al suo dirigente, con costituzione di parte civile affidata all’avvocato Riccardo Carloni. Oltre 3mila euro, invece, le spese legali a carico dell’imputato.

Era la notte tra il 30 novembre ed il primo dicembre 2009 quella del consiglio comunale nel quale Vincenzo Strippoli fu chiamato, mentre si trovava a casa, a spiegare alla città come si era passati dai verbali di somma urgenza - basati sulla certezza che a pagare i mezzi nuovi sarebbero stati i finanziamenti stati stanziati per la strage - al debito fuori bilancio. Alle cinque del mattino il comandante affermò: «Prevedevamo un debito fuori bilancio...Magari sarebbe stato lo Stato a rimborsare...». Magari no, visto come è andata realmente: i soldi li ha sborsati il Comune «con una variazione di bilancio alimentata dagli oneri di urbanizzazione», come spiegherà, alla guardia di finanza, Carlo Bozzi, allora ragioniere capo del Comune.

Sarà lo stesso Bozzi a ricordare che «erano previsti 100mila euro da maggio 2009 per il rinnovo di parte del parco veicoli della Municipale». E nella relazione che Strippoli allegò alla delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio si legge: «L’esigenza delle fornitura era già stata oggetto di un accordo dell’amministrazione comunale con le parti sindacali in data 10 giugno». Le condizioni di 6 auto e 8 motocicli vengono definite da Strippoli «assai precarie». Ed ecco, che a disastro ferroviario consumato, «l’intenso utilizzo dei veicoli della polizia municipale, in occasione della fase di emergenza seguita, da parte di tutti i 102 componenti la polizia municipale, ha accelerato e aggravato la situazione di malfunzionamento». Ma sono ancora i documenti a parlare: l’esame dei registi di bordo ha rivelato - così il risultato delle indagini - «un utilizzo pressoché costante, sia nel periodo precedente che in quello successivo al disastro ferroviario». L’analisi della spesa per il carburante, inoltre - i dati furono pubblicati all’epoca dal “Tirreno” - ha confermato che i veicoli non subirono aumento di utilizzo durante l’emergenza.

All’acquisto si arrivò, infine, nonostante il sindaco Lunardini avesse annullato il verbale di somma urgenza, senza ricorrere alla convenzione Consip che assicura risparmi agli Enti pubblici e con contatti diretti con i fornitori.

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