Sicurezza
Amministrare Viareggio fa paura
Parla la commercialista che era stata chiamata a gestire il dissesto: avrei tagliato le consulenze, i potentati non vogliono
VIAREGGIO. È indagata ma non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, e nonostante questo ha scritto al Prefetto di Lucca - racconta - per rinunciare all’incarico che il ministero dell’interno le aveva assegnato come componente dell’Organismo straordinario di liquidazione a Viareggio. In una lunga telefonata al “Tirreno”, Barbara Piermarioli, commercialista di Parma con un lungo percorso nelle società partecipate del Comune emiliano, racconta la propria versione dei fatti e le proprie ragioni. Il quadro che ne esce è di quelli che gettano più di un’ombra sull’intero sistema delle partecipazioni pubbliche in Italia.
«Chi viene nominato commissario o amministratore o liquidatore di partecipate è veicolo per incarichi da milioni di consulenze... Perché vengono fatti concordati, articoli 172, ristrutturazioni del debito...Può darsi che io fossi scomoda per qualcuno, perché come le ho tagliate a Parma le avrei tagliate anche a Viareggio...»: così esordisce Piermarioli, che annuncia l’intenzione di voler parlare quanto prima davanti ai magistrati della Procura di Parma. «La verità sa qual è?», continua Piermarioli con parole che non arrivano dal profondo Sud: «È che io oggi ho paura: perché quando ti metti contro i potenti e tagli le consulenze devi avere paura. Tutti tacciono e se qualcuno ha il coraggio di parlare viene punito, questa è la verità».
L’incarico a Barbara Piermarioli per dipanare, come prevede la legge, le vicende del dissesto viareggino è del 17 novembre; la notizia che la commercialista è indagata, per abuso d’ufficio, in relazione ad una vicenda di assunzioni considerate dagli inquirenti illegittime in una società partecipata della quale Piermarioli era amministratore delegato, è del 7 novembre. «Il mio incarico nell'Osl a Viareggio può avere fatto gola a tutti: non è un caso che il 7 novembre sia uscita la notizia sulla stampa e a pochi giorni avevo l'incarico su Viareggio. Mi sembra un regolamento di conti, anche se è brutto da dire...».
Parole che danno da pensare, quelle di Barbara Piermarioli. In effetti, nella lunga agonia della Giunta Betti, di professionisti intorno al cadavere dell’amministrazione se n’è visto più d’uno. E si sono fatti ripetutamente nomi e cognomi di chi avrebbe potuto essere in ottima posizione per qualche incarico legato alla gestione del dissesto. Ma, per dirla ancora con il lungo sfogo della commercialista al “Tirreno”, «un amministratore non è solo uno strumento per dare consulenze. Perché questo, invece, è successo a Parma. C'erano fior di avvocati che prendevano milioni di euro e non opponevano i decreti ingiuntivi…».
Viareggio, da questo punto di vista, non prende lezioni da nessuno. Basti pensare alle inchieste aperte sugli incarichi affidati all’esterno sui quali sono aperte più di indagine, da parte dei carabinieri e della guardia di finanza.
E non c’è Italia più unita quando si tratta del meccanismo che moltiplica gli incarichi dei privati pagati con il denaro pubblico.
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