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Al volante 15 ore di fila, azienda denunciata

Al volante 15 ore di fila, azienda denunciata

Su cinque camion della ditta pietrasantina rinvenuti strumenti che alteravano velocità e ore di guida

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PIETRASANTA. Guidavano anche quindici ore di seguito mentre la legge impone che al massimo si possa restare al volante per nove, con pause di quantacinque minuti ogni quattro ore e mezza di viaggio. Erano protagonisti di tour de force estenuanti i camionisti coinvolti nell’inchiesta della polizia stradale di Viareggio sui tir a cui erano stati alterati gli apparecchi cronotachigrafi per “nascondere” gli effettivi chilometri percorsi.

Cinque gli autotreni controllati al casello di Viareggio dell’autostrada A12. Constatato che erano stati truccati i tempi trascorsi alla guida, è scattata la denuncia per l'amministratrice di una società di autotrasporti di Pietrasanta, una donna 44 anni, e un uomo, suo coetaneo, che secondo gli investigatori sarebbe il socio occulto della ditta.

Le indagini della Polstrada svolte con l'ausilio anche dell'Ispettorato del Lavoro di Lucca hanno permesso di interrompere un fenomeno sempre più in espansione e che mette a repentaglio la sicurezza di chi viaggia in autostrada e nelle altre vie percorse dai camion.

Ai due soci della ditta di autotrasporti è stato contestato il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti.

Gli agenti hanno rinvenuto sotto i camion sofisticatissimi congegni elettronici di ultima generazione, del valore di circa 1.500 euro, che permettevano appunto di inibire il regolare funzionamento del cronotachigrafo. Premendo un bottone artificiosamente camuffato, il conducente staccava infatti il sensore di velocità e così, sebbene il veicolo risultasse addirittura fermo, in realtà - come è stato accertato anche mediante software in dotazione agli uomini della Stradale - il camion viaggiava anche ad elevatissime velocità.

I dispositivi sono stati sequestrati e ai conducenti dei mezzi coinvolti è stata ritirata la patente di guida. Il comandante provinciale Calogero La Porta insieme al comandante della sottosezione viareggina Salvatore Ripa hanno coordinato le indagini.

L’inchiesta della Polizia stradale ha preso il via dopo che erano stati fermati dei tir in dotazione alla ditta pietrasantina. Sebbene ad un primo controllo non fossero state riscontrate anomalie, gli agenti dopo un ulteriore accertamento ai mezzi avevano rinvenuto, nascosti sotto il camion, i congegni elettronici.

L’inchiesta è ancora in corso, proprio perché la Polizia stradale intende verificare se ci siano altri camion che utilizzino questo sistema per aggirare le norme e per capire chi possa avere fornito questi marchingegni ai titolari della ditta.

«In certi casi gli autisti sono parte lesa di questo sistema – sottolinea il comandante Calogero La Porta – talvolta sono proprio loro stessi a rivolgersi a noi per sollecitare i controlli, proprio perché consapevoli del rischio che corrono stando troppe ore alla guida del mezzo. La crisi offre un alibi a molti imprenditori che costringono i propri dipendenti a turni massacranti per massimizzare i profitti e per combattere in modo fraudolente la concorrenza».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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