Il Tirreno

Versilia

Preziosi compra i negozi Incaba Accordo fatto: a marzo l’ufficialità

di Gianni Parrini
Preziosi compra i negozi Incaba Accordo fatto: a marzo l’ufficialità

Il patron del Genoa rileverà la quota di maggioranza dello storico tempio dei giocattoli di Camaiore Le rassicurazioni di Paoli: «Un passo obbligato, ma non cambierà niente: la gestione resta a noi»

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CAMAIORE. Finisce una favola. L’Incaba, il magico negozio di giocattoli amato da diverse generazioni di versiliesi, passa di mano. La famiglia Paoli, storica fondatrice dell’INdustria CAmaiorese dei BAlocchi (da qui il nome Incaba) ha deciso di costituire una nuova società in cui la maggioranza delle quote sarà in mano alla Giochi Preziosi, il colosso partecipato dalla Fingiochi del patron del Genoa Enrico Preziosi. L’accordo c’è già, ma verrà formalizzato a marzo. Le cifre? Top secret.

Per gli affezionati clienti del negozio non cambierà niente. Parola di Sauro Paoli: «È vero – conferma il membro della famiglia proprietaria dell’azienda – superato il Carnevale costituiremo una nuova società con il gruppo Giochi Preziosi, che deterrà la maggior parte delle azioni. L’accordo c’è già e sarà formalizzato a marzo. I nostri clienti non se ne accorgeranno neppure: il nome Incaba resterà e i negozi saranno gestiti esattamente come adesso, anche perché ad occuparcene saremo sempre noi. Questo prevede l’accordo. La Giochi Preziosi, tra l’altro, è già il nostro principale fornitore. Gli unici cambiamenti potrebbero riguardare la linea “Bimbo Mio”, quella dedicata alla prima infanzia. Di recente, infatti, la Giochi Preziosi ha firmato un accordo con Artsana per creare una newco dove confluiranno i Toys Center, i negozi Bimbo Store e i negozi Prenatal. È un colosso in questo campo».

La famiglia Paoli non smette di “giocare”, semplicemente fa spazio a nuovi soci per garantire un futuro ai suoi negozi, dove gli ultimi mesi non sono stati semplici. Ad ottobre Incaba ha mandato a casa una decina di dipendenti: 8 (sui 28 totali) nel negozio di Camaiore e uno (su 6) da quello di San Concordio. In più ci sono stati un paio di prepensionamenti. «I nostri lavoratori hanno già fatto grossi sacrifici e per loro non ci saranno altre spiacevoli sorprese. Forse all’inizio dovremmo ridurre un po’ gli orari, ma se gli affari torneranno a girare non serviranno altri interventi dolorosi».

La crisi aveva messo alle strette lo storico tempio dei giocattoli che ora, con questa operazione, cerca di garantirsi un futuro: «Lo ribadisco – prosegue Paoli – per i nostri clienti non cambierà nulla e la qualità dei giocattoli sarà ancora più alta, se possibile. Voglio fare chiarezza per sgomberare il campo dalle “ombre cinesi”. In giro sento dire che ci sono dei compratori cinesi interessati ai nostri negozi. Non è così. Con Preziosi ci conosciamo da 20 anni e oltre alle questioni di lavoro abbiamo anche una frequentazione privata. Un passo doloroso? Più che altro necessario – conclude Paoli – La mia famiglia ha iniziato a produrre giochi nel ’55 e nel ’86 ci siamo trasformati in negozio. Senza questa operazione il futuro sarebbe stato grigio».

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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