Gioco
Nella Viareggio porto potrebbe entrare la Regione
Il liquidatore Arabella Ventura pensa ad una nuova società per salvare le concessioni della società pubblica che dal primo gennaio diventa Srl
VIAREGGIO. Tre mesi di tempo, dal primo gennaio, per decidere il futuro della Viareggio porto. È il mandato che il Comune, socio unico della società che gestisce Madonnina ed una serie di approdi turistici, ha dato ad Arabella Ventura, nominato liquidatore della Viareggio porto. Ventura ha già lavorato con il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo in provincia di Pisa ed è in predicato per diventare direttore delle Terme di Montecatini. È dunque persona di massima fiducia di Romeo che ieri ha voluto essere presente al suo insediamento.
Tre mesi per quadrare il cerchio di una società nella bufera dal 2009, quando il Consiglio di Stato annulla la gara per la privatizzazione del 48% delle azioni. E si finisce nuovamente dritti nelle braccia della politica, fresca di elezioni che a quell’epoca saranno imminenti: «La volontà del commissario - risponde netta Ventura - è agire là dove si può agire. E a marzo, lo assicuro, saremo in una fase operativa della vicenda Viareggio porto. Per quanto mi riguarda sono un tecnico e non politico...E se non condivido, nell’interesse della collettività, questa o quella scelta, allora rassegno le dimissioni ed il lavoro lo fa un altro».
Arabella Ventura sarà liquidatore a tutti gli effetti dal primo gennaio 2015. E avrà come interlocutori - è lei stessa a ricordarlo - i commissari dell’Organismo straordinario di liquidazione del quale si spera presto di avere i nuovi nominativi. Fino ad allora resta in carica, prorogato, il consiglio di amministrazione con il presidente Fabiano Frosini che saluta l’incarico con l’anno nuovo. Così come accadrà per i revisori dei conti, non più necessari che la società cambierà ragione sociale, passando da Spa a Srl. «Nei tre mesi di tempo che mi sono stati indicati - continua il liquidatore - per prima cosa dovrò verificare la parte contabile che prendo al buio. Poi dovrò predisporre la liquidazione, se i termini per la liquidazione ci saranno».
Ma la Viareggio porto ha anche altri problemi, primo fra tutti quello della gara che dal 2009 ad oggi nessuno ha più bandito. Con il risultato che i dieci milioni da restituire all’ex socio privato Ferragamo sono finiti nell’assestato 2013 (Giunta Betti) senza che della gara (e dunque dell’incasso) vi fosse traccia. Comportamento dichiarato illegittimo da revisori dei conti del Comune, relazione del Mef e Corte dei Conti. «Quello della gara è un problema che ha il Comune e non la società», risponde Ventura. Ma che ne sarà delle concessioni che sono la ricchezza della Viareggio porto, soprattutto in funzione della possibile gara visto che gli spazi in porto valgono quanto l’oro? Tra le ipotesi anche quella di creare una nuova società alla quale affittare ramo d’azienda con passaggio delle concessioni. Così da liquidare la Viareggio porto e riprendere i progetti per il porto turistico sulla scia di quel «rilancio dell’attività portuale» ambizioso obiettivo che si pone Ventura. Meglio sarebbe - questo è l’auspicio del liquidatore - «che partner di un percorso di questo tipo fosse un socio pubblico». Per esempio, la Regione, azzarda Ventura aggiungendo: «L’interesse di Firenze ad entrare a fare parte della nuova società è tutto da esplorare».
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