Toscana
A Viareggio riapre il Cro Darsene E mette al bando le slot machine
Il circolo di via Coppino, chiuso da ottobre, preso in gestione da due donne: la livornese Francesca Biagiotti e la viareggina Eleonora Del Papa
VIAREGGIO. Il Cro Darsene riapre. E, dopo che il suo futuro sembrava essere pericolosamente in bilico, si affida a due donne per risorgere e proseguire la sua storia centenaria nel cuore del porto. Francesca Biagiotti, trentasei anni, originaria di Livorno ma ormai viareggina di adozione, ed Eleonora Del Papa, ventinove anni, hanno infatti preso in mano il glorioso circolo operaio di via Coppino e già con l'inizio del prossimo anno potrebbero riaprire la saracinesca del ritrovo rimasta desolatamente chiusa dal 13 ottobre scorso.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10202342:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2014/10/28/news/chiude-il-cro-darsena-addio-a-100-anni-di-storia-1.10202342]]
Circolo “rosa”. Il futuro del Cro parla dunque al femminile. E non è una novità assoluta, visto che l'ultima gestione prima della chiusura era comunque stata affidata ad una donna - Debora Mazzoni, figlia di Adriano – anche se dietro il bancone c'era quasi sempre Paolo Ceccotti, ora in pensione. Per rilevare il circolo operaio, però, Francesca Biagiotti ed Eleonora Del Papa hanno dovuto superare la concorrenza di molti altri aspiranti gestori. Alla gara per l'assegnazione del locale – gestita direttamente dall'Arci e dal presidente del circolo Cro Darsene – hanno partecipato in ventidue, evidentemente attratti dalla sfida di prendere in mano uno dei ritrovi storici della città (ma anche dal buon numero di avventori che l'hanno sempre frequentato). Una settimana fa la commissione che doveva scegliere il vincitore – composta da Stefano Carmassi e Carmela Di Luigi per l'Arci e dal geometra Massimo Bandini in qualità di presidente del circolo – si è riunita ed ha scelto le due nuove giovani imprenditrici, sia sulla base dei loro progetti per il futuro che sull'esperienza nel settore che hanno fin qui accumulato.
Stop alle slot machine. A dettare, almeno in parte, le condizioni sono stati però anche coloro che hanno affidato il locale in gestione. Nel bando di gara, infatti, erano espressamente richieste una serie di condizioni che i nuovi gestori avrebbero dovuto accettare. Una fra queste, la messa al bando di tutti i giochi d'azzardo all'interno del circolo. A cominciare dalle famigerate slot machine che invece avevano fatto il loro ingresso durante la precedente gestione. D'ora in poi, dunque, niente più macchinette mangiasoldi dentro il locale. Dove al massimo si potrà continuare a giocare il caffè o la bevuta a briscola e a tresette.
Prezzi popolari. Altra caratteristica del circolo che verrà ripristinata sarà quella di avere un listino prezzi a portata di tutte le tasche. Così come nello spirito originario del circolo, il locale dovrà essere innanzitutto un ritrovo per gli operai che lavorano nei cantieri navali della Darsena. E, come del resto da regolamento, per poter entrare all'interno del bar bisognerà essere iscritti obbligatoriamente all'Arci. Il Cro Darsene tornerà inoltre ad ospitare iniziative culturali, sociali, ricreative e sportive. E resterà aperto tutti i giorni, domenica inclusa.
Al lavoro. Da alcuni giorni sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei locali con l'obiettivo di poter inaugurare il nuovo Cro Darsene nei primi giorni del nuovo anno. Gli spazi, comunque, non verranno stravolti rispetto al passato e anche il clima che si respirerà al suo interno non cambierà molto rispetto al passato. Fede politica compresa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
