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Versilia

Henraux paga i lavori per la comunità di Azzano

Henraux paga i lavori per la comunità di Azzano

Al via gli interventi previsti dal protocollo approvato per lo sfruttamento delle Cervaiole. Sarà ceduta anche la proprietà dell’asilo Cidonio

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SERAVEZZA. Ricordate il protocollo d’Intesa sulle Cervaiole firmato da Henraux Spa e dal comune di Seravezza? Oggi, la Comunità di Azzano grazie a quell’accordo trarrà i benefici per l’attività di escavazione che la società del lapideo effettua nella cava Macchietta. In ballo c’è un lavoro pubblico di 55 mila euro e la cessione di un edificio. Questi argomenti saranno oggetto dell’incontro che si svolgerà nella sede della Pubblica assistenza di Azzano stasera alle 21, tra residenti della montagna seravezzina e l'amministrazione Neri.

Ci sono tre punti all’ordine del giorno. «Intanto presenteremo il progetto di riqualificazione di via Pianello, o meglio conosciuta come via dei cavatori – spiega Giuliano Bartelletti, assessore ai lavori pubblici - Con il paese discuteremo che tipo di riqualificazione effettuare in relazione all’uso che ne viene fatto. Dopo l’incontro partirà l’iter burocratico che porterà alla realizzazione dei lavori». Per un impornto di circa 55 mila euro a carico di Henraux Spa, anche se l'intervento verrà gestito dal Comune. «Si tratta di un’opera relativa a quelle di compensazione decretata con il Protocollo d’Intesa» prosegue Bartelletti. L’intervento consiste nella ripavimentazione di un tratto di via pedonale che porta ad alcune abitazioni e della scalinata, partendo dal centro del paese tra via Venezia e via Comuneta.

C’è anche un'altra questione di non poco conto: l’asilo Cidonio. E’ di proprietà dell’Henraux Spa e dal 2005 doveva essere ceduto alla comunità della montagna di Seravezza. «Apriremo un confronto con il paese per decidere il futuro dello stabile - commenta Bartelletti – e per prendere una decisione condivisa sul passaggio di proprietà. Fina dall’84, ’85, lo stabile è stato utilizzato (in comodato d’uso gratuito) dalla parrocchia di Don Ermes per diverse attività: ospitare alunni tedeschi, scultori, ragazzi di Chernobyl e per progetti scolastici. La nostra opinione, e pare ci sia abbastanza apertura da parte del paese, sarebbe quella che a prenderne la proprietà fosse la parrocchia. Ma questo avverrà se sarà possibile e se ci sarà la volontà».

La terza questione è legata all’immobile delle ex scuole elementari (del comune) che in un primo momento l’amministrazione voleva vendere. «Avremmo pensato – dichiara Bartelletti - di proporre un bando pubblico per la gestione della struttura, per destinarla ad attività da definire, ma compatibili con la realtà locale e le tradizioni. Ad esempio qualcosa legato alla scultura, o alla ricezione e al turismo».

Tiziano Baldi Galleni

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