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Il fratello di Manuele: «Niente vendette»

Il fratello di Manuele: «Niente vendette»

Appello della famiglia Iacconi a mantenere calmi gli animi: «Tutti noi vogliamo giustizia, ma serve pazienza»

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VIAREGGIO. Giustizia, non vendetta. E' quanto chiede la famiglia di Manuele Iacconi, il 34enne di Massarosa ucciso dalle botte ricevute sulla strada, in Darsena, a Viareggio, la notte di Halloween.

A parlare, a nome della famiglia, è il fratello di Manuele, Daniele Iacconi. «Abbiamo piena fiducia, noi e i parenti e gli amici più stretti, nell'iter che sta compiendo la giustizia e nel lavoro svolto da parte del personale del Commissariato di polizia di Viareggio. In questo periodo leggo e sento dire cose che non rientrano nel modo di comportarsi della nostra famiglia e dello stesso Manuele, che non amava assolutamente la vendetta. Chiedo di avere pazienza e di non rischiare di compromettere il lavoro degli inquirenti, dimostrando insofferenza o dicendo qualche frase sopra le righe. Noi siamo i primi che desideriamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto quella notte maledetta. Ecco perché desideriamo che non ci siano ulteriori strascichi e che prevalga esclusivamente la giustizia».

«Sappiamo - prosegue Daniele Iacconi - che sarà dura e che dovremo affrontare momenti ancora più difficili di quelli vissuti in questi quaranta giorni, però abbiamo bisogno del sostegno di tutti, ma in modo costruttivo. Ho ricevuto delle telefonate da parte di chi vorrebbe che si facesse pressione per accelerare l'esito delle indagini. Ripeto, siamo i primi ad attendere notizie in tal senso. Appena ci saranno, ci verranno comunicate da parte degli inquirenti, perché sono consapevoli di quanta sia enorme la sofferenza per noi in tutto questo periodo».

La famiglia Iacconi intende ringraziare poi tutti coloro che le sono stati vicini e hanno partecipato al funerale di Manuele. «Avevamo avuto dimostrazione dell'affetto di tantissima gente, sia la sera della fiaccolata sia in tante altre occasioni come la veglia di preghiera nella parrocchia del Varignano, con tanti messaggi e telefonate dirette. Ringraziamo tutti coloro che sono stati presenti al funerale di Manuele e anche chi non ha potuto essere presente ma con piccoli gesti ci ha fatto capire di esserci vicini. Sono state organizzate iniziative da parte di amici di Manuele e anche il mondo sportivo si è mobilitato. Ecco, va preso spunto da questi gesti costruttivi, non da chi ha sete di vendetta. Il dolore in tutti noi è incolmabile, ma ripeto ancora una volta che siamo certi che sarà fatta giustizia».

Roy Lepore

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