Sicurezza
Navigo all’Authority: il porto può cambiare subito
Il consorzio presieduto da Vincenzo Poerio sostiene che si può ricavare lo spazio per i maxi yacht anche senza attendere le varianti al Piano regolatore portuale
VIAREGGIO. Mettere mano ad una nuova distribuzione degli spazi portuali a terra e a mare ancor prima della revisione del Piano regolatore avviata dall’Autorità portuale. È la richiesta che arriva da “Navigo”, il consorzio della nautica presieduto da Vincenzo Poerio, manager Azimut, nel dettagliato progetto - che il “Tirreno” rende oggi pubblico - presentato all’Authority di Fabrizio Morelli che ha concluso da poco la fase di ascolto di Darsena e città sul futuro del porto. «È possibile - questa la domanda - delineare una serie di azioni e politiche a breve termine che consentano di ottimizzare la gestione delle aree portuali? È possibile coniugare interventi a breve termine coerenti con gli sviluppi di medio e lungo periodo?». La risposta, a detta di Navigo, è in quel documento del ministero delle infrastrutture denominato “Linee guida per la redazione dei Piani regolatori portuali” che individuerebbe «i criteri atti a conferire flessibilità al piano, anche attraverso la previsione di un “campo di modifiche ed adeguamenti non in variante”». Linee guida in base alla quali - è l’analisi di Navigo - si può procedere senza varianti per modificare specchi acquei interni e contorno banchinato «a condizione che gli aspetti strutturanti l’assetto generale del Piano portuale restino invariati. Mentre «la destinazione funzionale di un’area può essere modificata senza ricorso a variante, a condizione che la modifica avvenga nell’ambito della stessa “famiglia”». Navigo chiede, dunque, che si avvii subito una verifica che coinvolga tutti gli Enti interessati per decidere «se e quali eventuali modifiche possano essere ottenute senza il ricorso allo strumento delle varianti». Iniziando - questo il “suggerimento - da un «riassetto del piano degli ormeggi, con distribuzione degli specchi acquei e delle dimensioni delle unità ospitate». Per fare spazio a quella imbarcazioni fino a 70 metri che sono indicate come l’unico futuro per la nautica da diporto.
Fare spazio, questa la parola d’ordine che attraversa l’intera proposta, soprattutto spostando le imbarcazioni minori dall’area portuale e riducendo l’agibilità per i pescherecci. Per arrivare a questa fotografia a breve termine: porto suddiviso in due grandi aree, quella lato nord dedicata al diporto da turismo, e quella lato Sud per le lavorazioni; minimo 20 posti per barche oltre i 40 metri ai lavori; minimo 10 posti oltre i 40 metri per unità in transito (turismo); barche più grandi spostate verso l’imboccatura e quelle più piccole verso l’interno. Per un totale di «300 natanti da spostare».
Per le imbarcazioni più piccole Navigo ipotizza la realizzazione, «entro 12 mesi dall’inizio dell’attività», di porti a secco nell’area a Sud della Darsena Viareggio ma anche nella darsena San Rocchino, verso Massarosa, e nelle Darsene Toscana e Lucca.
Anche per l’area del Triangolino (in concessione alla Viareggio porto) “Navigo” vede una soluzione a breve termine. Così descritta: «Verificare la possibilità tecnica, economica ed amministrativa di utilizzare gli spazi per unità da diporto ai lavori con target operativo fra 40 e 80 metri ». Per la Madonnina, invece, è possibile da subito «verificare se possibile spostare le unità da diporto di dimensioni minori se possibile ampliare il numero dei posti destinati alle unità da diporto di grandi dimensioni». (continua)
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