Sicurezza
Caso Iacconi: «Ma la Procura che aspetta?»
A quasi 40 giorni dal delitto, in presenza di testimoni e filmati, sul web ci si interroga sui tempi dell’indagine
VIAREGGIO. «Cosa aspettano?». Sono passati quasi 40 giorni dall’aggressione di Halloween, un atto brutale che ha condotto Manuele Iacconi alla morte dopo un mese di coma. Per quel delitto ci sono 4 indagati (2 maggiorenni e 2 minori). Ma non è ancora chiaro quanti di loro abbiano responsabilità perseguibili in questo gravissimo episodio e soprattutto se l’inchiesta a loro carico sia prossima a una svolta oppure no.
Sui social e sui gruppi, ma anche per le strade e nei bar, tutti quanti si fanno la stessa domanda: «Ho letto che ci sono dei testimoni e dei filmati: possibile che non si riesca ad arrivare al dunque?». Insomma, c’è un delitto avvenuto sulla pubblica via, ci sono dei testimoni e persino delle riprese video. Perché tutto questo non basta per fare chiarezza su quella tragica notte? Domande a cui chi conduce le indagini si trova quotidianamente a dover rispondere. E non senza difficoltà. Le procure interessate (Lucca per i maggiorenni, Firenze per i minori) mantengono il massimo riserbo. Intanto parenti e amici di Manuele Iacconi stanno vivendo questa situazione con grande dignità, stemperando qualsiasi forma di rabbia e mantenendo alta la fiducia nella giustizia. Ma tutti si augurano che l’indagine abbia quanto prima un’accelerazione, in un senso o nell’altro: innocenti o colpevoli.
Intanto, Lucio Chelotti, ispettore di polizia a Viareggio, ha scritto un toccante messaggio sul gruppo Fb “Ciao Manù”: «Ciao Manuele – scrive il poliziotto – Non ci siamo mai conosciuti ma mi sembra di conoscerti da sempre, nei ricordi dei tuoi splendidi fratelli, nell'educazione, nella compostezza, nella dignità dei tuoi genitori, nella tristezza dei tuoi moltissimi amici. Mi sembra di riconoscere in te tutti i bravi ragazzi che ci sono ancora, che hanno valori, educazione, che sanno divertirsi con semplicità, che si impegnano, che sanno sorridere giocando con un bimbo. Non sono in grado di dirti altro se non ciao. Quando arriverai dove vanno i ragazzi splendidi come te, saluta Matteo (il figlio di Chelotti, ndr) sono sicuro che troverete il modo di riconoscervi, perché i ragazzi splendidi si riconoscono sempre».
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