Il Tirreno

Versilia

Polo nautico, frazionamento vicino

di Donatella Francesconi
Polo nautico, frazionamento vicino

Martedì decide il Tar e l’azienda è ottimista in forza del parere positivo dell’Avvocatura regionale

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VIAREGGIO. Il giorno della verità è martedì 9 dicembre, quando il Tribunale regionale è chiamato ad esprimersi sul ricorso presentato dalla società consortile Polo nautico che chiede, da anni, il frazionamento della concessione demaniale. Il clima - in casa dell’azienda difesa dall’avvocato Roberto Righi - è di ottimismo. Anche perché, tra le carte portate all’attenzione dei giudici amministrative, c’è anche un parere dell’Avvocatura regionale che fa propria l’indicazione della sentenza 4285 del Consiglio di Stato (11 luglio 2007) e scrive: «Il dettato della sentenza appare piuttosto chiaro nel lasciare margine di discrezionalità all’autorità competente che, in sede di subingresso, potrà valutare la compatibilità della richiesta di frazionamento della concessione originaria, con le esigenze legate al pubblico uso della concessione». Certo, l’accoglimento della richiesta di frazionamento - sottolinea l’avvocato Arianna Paoletti - «dovrebbe comunque avvenire a titolo concessorio immutato, prevedendo quindi gli stessi obblighi e la stessa durata per i concessionari subentranti».

Oltre cinquanta pagine di atti raccontano il dibattito in corso da anni a Viareggio sull’argomento. Così sintetizzabile: Comune contrario in virtù di quanto approvato dal consiglio comunale; sindacati divisi in casa, con la Cgil provinciale favorevole al frazionamento e la Fiom contraria; Autorità portuale a giudizio sospeso in attesa di una composizione del “dibattito”. E Capitaneria contraria al frazionamento, non solo per motivazioni tecniche. Una scelta in tal senso - scrive nel 2013 l’allora comandante Marco Iacono - «rileverebbe problematiche legate alla sicurezza in ambito portuale, oggi unitariamente garantite dalla società Polo nautico, e legate ai sottili equilibri che regolano le attività del porto di Viareggio».

Riferimento acuto, quello di Iacono, al progetto che Polo nautico rende noto nel corso degli incontri per dipanare la matassa. Nella comunicazione che il 28 settembre scorso l’allora assessore Giovanni Giannerini manda all’Autorità portuale, si rende conto dell’esito dell’incontro con Riccardo Cima, amministratore unico di Polo nautico: «Cima - scrive Giannerini - ricorda le motivazioni a sostegno della richiesta, sottolineando come si ritenga opportuno giungere al frazionamento della concessione in particolare per favorire il rapporto delle singole imprese con le banche e con il mercato del lavoro». Ma anche per permettere a Polo nautico «di avviare un progetto di rilancio del refitting utilizzando le parti comuni, non occupate dai capannoni e loro pertinenze, nella concessione della società». Ed eccoli qui gli “equilibri” di cui parla Iacono: Polo nautico come centro del refitting della Darsena, con piazzale, travel e scalo dal quale - alla fine - tutti si trovino a dover passare.

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