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Versilia

Parrini striglia il Pd viareggino

Parrini striglia il Pd viareggino

Il segretario regionale: ora pensate alla città, invece che a liste e tessere

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VIAREGGIO. Pomeriggio di confronto per il Partito democratico, “orfano” di amministrazione viareggina, su tutti i temi possibili tranne quello del dissesto dei conti pubblici, di come ci si è arrivati, delle misure da prenderne per uscirne. Visto che chiunque governo la città dalla prossima primavera ha due certezze: quella di andare a sedersi su un “buco” di partenza di circa 200milioni e quella di doversi confrontare con i commissari dell’Organismo straordinario di liquidazione che si “dissoglieranno” solo a dissesto risanato.

Eppure, in questa situazione drammatica, c’è chi - all’interno del partito viareggino oggi commissariato per volere del Pd regionale - ha posto un’unica questione: la composizione delle liste in base al “pacchetto” di tessere che quella o questa fazione detiene. Un atteggiamento che ha fatto infuriare il segretario regionale Dario Parrini, arrivato nella serata di venerdì a chiudere l’iniziativa. «Ad una riunione di tipo organizzativo sulle regole parteciperò - ha detto chiaro - ma non è questo il momento. Chi oggi pensa a questo è fuori dalla realtà. Perché ai viareggini di come faremo le liste ad aprile non gliene importa niente». Parrini si è soffermato poi sulla questione primarie sì, primarie no: «Anche le primarie, se perdono il controllo, possono dare luogo a degenerazioni. Attenzione a pensare - è il monito di Parrini - che le primarie possano sostituire la politica. Così facendo rischiamo approcci dogmatici che non ci portano a risolvere i problemi. È prim a di tutto necessario ricostruire un tessuto politico che faccia sì che vi siano confronti civili...». L’intervento di Parrini è stato più volte interrotto da Elena Micheli, consorte dell’ex sindaco Leonardo Betti, e da Giuseppe De Stefano, esponente di “Laboratorio democratico”, sostenitore di Betti. Al “Tirreno” De Stefano spiega: «Su 200 tessere per il 2014, 110 sono quelle che ho fatto fare io. Mi ricordo perfettamente in quali famiglie ci sono uno o più tesserati e li chiamo personalmente perché vadano a rinnovare la tessera». Si tratta - tiene a precisare De Stefano, originario della Campania dove ha anche a lungo vissuto - «di famiglie tutte meridionali... Che poi io ho iscritto a “Laboratorio democratico”», ovvero ai “pittelliani” viareggini. (d.f.)

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