Gioco
Acqua inquinata, no alle bollette la Regione coprirà parte del costo
Il presidente Rossi ha garantito che è pronto a fare la sua parte perché i cittadini non paghino Occorreranno anni per capire se il tallio ha provocato danni alla salute di chi l’ha bevuto
PIETRASANTA. È una storia che si trascinerà negli anni, quella del tallio che ha inquinato l’acqua a Pietrasanta, ma qualche risposta a cittadini e comitati, comincia ad arrivare. Come l'impegno preso dal presidente della Regione Enrico Rossi ieri pomeriggio, di fronte Asl, Ars, Arpat, Università di Pisa, Comitati, Cnr e 150 persone che affollavano il S.Agostino, sul fronte delle bollette. «Non credo che si tratti di una somma significativa quella di cui stiamo parlando: la Regione è pronta a fare la sua parte per venire incontro alla gente». In sostanza: oggi il pagamento, a carico degli utenti di Valdicastello e centro storico interessati dal divieto di bere acqua, è sospeso, domani, probabilmente, sarà cancellato. E mentre per martedì prossimo è previsto il campionamento di Asl che potrebbe portare alla revoca dell'ordinanza nelle quattro strade del centro storico, a Valdicastello - dove da oltre due mesi è in vigore il divieto - Gaia ha controllato circa 150 rubinetti di altrettante abitazioni. Anche nella frazione, sempre la prossima settimana, cominceranno i controlli di Asl viatico ad una revoca, nella parte bassa del paese, che potrebbe arrivare entro Natale.
Per quanto riguarda il progetto di bonifica e di messa in sicurezza dei diversi siti di Valdicastello, «ci vorrà, almeno, un anno di tempo - ha affermato Manuela Riccomini dirigente del Comune - per completare le opere».
Il presidente Rossi è poi entrato nel dettaglio delle priorità. «L'analisi sanitario-epidemiologica sulla popolazione a cura dell'Asl e dell'agenzia sanitaria regionale passerà attraverso l'analisi nel tempo di urine e capelli e controlli clinici diretti - col coinvolgimento dell'Istituto Superiore della sanità . L'analisi ambientale a cura dell'Arpat in collaborazione con l'Università di Pisa per individuare il percorso di bonifica ambientale. E ancora l'intervento sull’acquedotto a cura di Gaia di concerto con Asl e Arpat. Senza dimenticare che va trovata una soluzione concreta per la fornitura idrica estiva quando la popolazione di Pietrasanta cresce in modo esponenziale».
Sarà, però, tutt'altro che semplice avere un quadro definitivo, in tempi relativamente brevi, sui possibili danni causati dal tallio nei cittadini esposti alla contaminazione: le analisi sulle urine - oltre un migliaio i campioni ad oggi raccolti - faranno chiarezza sull'incidenza del metallo nel breve periodo, quelle sui capelli, sui periodi più lunghi. «Per lo studio epidemiologico - ha precisato Francesco Cipriani referente dell'Ars - incroceremo i dati a nostra disposizione con quelli che ci verranno forniti, seguendo l'evolversi della situazione clinica di ognuno nel tempo».
Per un percorso che durerà anni e che coinvolgerà pediatri e medici di base. Certezze, al di là delle rassicurazioni di massima, oggi non ce ne sono, perché il tallio era e resta un perfetto sconosciuto per la stessa medicina.
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