Sicurezza
Una telecamera ha ripreso ragazzo col casco in mano
È il minore che si è autodenunciato raccontando di aver trovato l’oggetto a terra Le indagini: al momento non si allarga il numero dei giovani accusati di omicidio
VIAREGGIO. Come stare con il fiato sospeso: è questa la sensazione che si ha arrivati a questo punto delle indagini sull’omicidio di Manuele Iacconi, pestato a morte su un marciapiede delle Darsena senza avere avuto neppure il tempo di accorgersi di quanto stava accadendo. Al momento né la Procura di Lucca, competente per le posizioni dei due indagati maggiorenni, né quella presso il Tribunale dei minori di Firenze, che si occupa dei due minorenni, hanno espresso l’intenzione di ascoltare qualcuno degli indagati. Nelle mani dei magistrati Sara Polino (Procura di Lucca) e Bendetta Parducci (Tribunale dei minori) c’è il lavoro degli inquirenti (sulle indagini ha lavorato il personale del commissariato di Viareggio) da valutare a fondo prima di procedere con ulteriori decisioni a carico dei quatto indagati (e sembra che il numero non sia destinato ad aumentare) o con nuovi accertamenti da delegare alla polizia giudiziaria.
Tra le poche cose che sono emerse nei giorni tra la morte di Iacconi (domenica mattina) ed il funerale di ieri, la conferma che vi sia una ripresa di una telecamera di via Coppino che mostra il minore che si è autodenunciato quattro giorni dopo i fatti mentre esce, casco in mano, dalla piadineria di fronte alla quale tutto avrebbe avuto tragicamente origine. A squarciare il silenzio doveroso di chi indaga, anche quella che ormai è un’altra certezza: sia Manuele Iacconi che l’amico rimasto ferito, Matteo Lasurdi, sono stati colpiti da dietro, con dei pugni, prima di cadere a terra e prima che qualcuno si accanisse con un casco a sfondare il cranio del giovane meccanico di Massarosa, morto esattamente un mese dopo quella notte di follia.
Il terzo elemento emerso negli ultimi giorni sono le testimonianze di chi ha dichiarato che a massacrare Iacconi non sarebbe stato il diciassettenne che si è autodenunciato ed oggi è accusato di omicidio volontario. Proprio le immagini della telecamera smentirebbero, tra l’altro, le sue dichiarazioni relative al fatto di aver trovato per terra un casco e di aver afferrato per colpire, dunque, il primo oggetto che ha trovato . Il diciassettenne sembra, per le vicende difficili già vissute nonostante la giovane età, il predestinato perfetto ad essere condannato. Un motivo in più per afferrare al volo un momento di lucidità e dire la verità, provando a salvarsi la vita.
Rimane il fatto - queste le voci raccolte in città - che i quattro denunciati si fanno vedere ancora in giro nei luoghi frequentati dai più giovani, come se niente fosse accaduto. «L’altro giorno, con Manuele Iacconi già morto, erano in giro per il mercato di Viareggio», racconta un commerciante dando voce ad un sentimento collettivo. Che è anche la paura che quanto accaduto in via Coppino la sera di Halloween possa ripetersi.
Donatella Francesconi
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