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Versilia

Sciopero della mensa A rischio il lavoro degli addetti Asp

VIAREGGIO. «La protesta che è andata in scena alle Sbrana la scorsa settimana ci ha costretto a mettere in ferie due persone. Se va avanti così dovremo ricorrere alla cassa integrazione». Sono parole...

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VIAREGGIO. «La protesta che è andata in scena alle Sbrana la scorsa settimana ci ha costretto a mettere in ferie due persone. Se va avanti così dovremo ricorrere alla cassa integrazione». Sono parole del direttore dell’Azienda speciale pluriservizi di Viareggio, Marco Franciosi, interpellato dal Tirreno su quello che sta accadendo da qualche settimana al servizio di refezione scolastica.

Gli aumenti, inevitabili a fronte del dissesto finanziario del Comune di Viareggio, del costo della mensa a scuola (oltre il 30% per gran parte delle famiglie che ne usufruiscono) ha avuto come immediata reazione la mobilitazione di centinaia di famiglie che hanno deciso di fare a meno del pasto dell’Asp: a scuola si va con i panini o in alternativa i bambini vengono portati a casa prima del pranzo e riaccompagnati a scuola per il rientro pomeridiano. Risultato: gli utenti della mensa dell’Asp sono vertiginosamente scesi. Ma non i costi del servizio con la conseguente determinazione di un buco nel bilancio del servizio che rischia, ancora una volta, di ricadere sulle famiglie o, peggio, determinare un ridimensionamento al ribasso del servizio.

Da qui l’invito del direttore dell’azienda viareggina: «Capisco il disagio e le difficoltà delle famiglie - spiega Franciosi - ma stiamo parlando di un servizio di qualità, un valore per il nostro territorio riconosciuto anche fuori dai nostri confini. Se andiamo avanti così rischiamo di perderlo. Per questo chiedo alle famiglie di tenere duro in questo momento allo scopo di individuare le modalità con le quali contenere le tariffe». Soluzioni che Franciosi prova a ipotizzare. L’applicazione del nuovo Isee nazionale (dal nuovo anno) potrebbe favorire la possibile rimodulare le soglie di pagamento: le famiglie con redditi alti o altissimi pagano di più e compensano le difficoltà delle famiglie con redditi medio bassi o bassi. Maggiori incassi delle farmacie comunali (anch’esse gestite da Asp) potrebbero andare a beneficio delle mense contribuendo a contenere le tariffe. A tutto ciò, ricorda Franciosi, dovrebbe poi affiancarsi il recupero delle morosità - elevate - che comunque incidono sul servizio.

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