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Dalla confessione del minorenne ai quattro inquisiti

Dalla confessione del minorenne ai quattro inquisiti

È un’indagine più complicata e difficile del previsto quella che si trascina dalla maledetta notte di Halloween in cui in via Coppino, nel centro della Darsena viareggina, qualcuno ha massacrato con...

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È un’indagine più complicata e difficile del previsto quella che si trascina dalla maledetta notte di Halloween in cui in via Coppino, nel centro della Darsena viareggina, qualcuno ha massacrato con il casco la testa di Manuele Iacconi, riducendolo in coma, dal quale non si è più svegliato. Malgrado la brutale aggressione sfociata in assassinio sia avvenuta in mezzo alla strada, di fronte a molte persone, in una zona dove sono presenti telecamere, gli inquirenti continuano a non tirare le fila di un’inchiesta iniziata con un’ipotesi di reato e diventata per omicidio aggravato.

A segnare queste cinque lunghe settimane che separano da quella notte è stata innanzitutto la confessione di uno dei due minorenni indagati, un 17enne che si è presentato alla polizia dicendo di essere lui il colpevole, di avere fatto tutto da solo, ricostruendo i fatti in una sequenza evidentemente molto poco credibile. Pochi giorni fa, dopo la morte di Manuele, la svolta: la procura ha inviato un avviso di garanzia ad altri tre ragazzi, due dei quali maggiorenni. Una svolta che speriamo preluda alla verità.

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