Sicurezza
Capodanno senza acqua nelle case di Valdicastello
Nuovo incontro in Regione sull’emergenza acqua inquinata a Pietrasanta Rossi: «Ora un patto che vincoli gli enti a fare ciò che devono in tempi certi»
PIETRASANTA. Sarà un Natale, quello 2014, senza acqua potabile nei rubinetti di casa, per molte famiglie di Valdicastello. A confermarlo, una nota a margine dell'incontro andato in scena in Regione due giorni fa. «Abbiamo smaltito come rifiuti speciali le acque utilizzate per il lavaggio di tubature e cisterne, nel frattempo stiamo proseguendo con i lavori nelle ultime tre delle cinque zone della frazione. Ad oggi nei 70 campionamenti effettuati direttamente sui rubinetti delle abitazioni solo in cui caso si è andati (con circa 3 microgrammi litro di tallio) oltre la soglia tollerata. Siamo fiduciosi di poter arrivare a chiedere all'inizio del nuovo anno la revoca dell'ordinanza di divieto di utilizzo dell'acqua per usi potabili. Ma per gli interventi definitivi sulla rete e per mettere Pietrasanta in grado di resistere alle richieste turistiche del periodo estivo sarà necessario un investimento di 2 milioni di euro».
Incontro in Regione che oltre al presidente Enrico Rossi ha visto la partecipazione di Comitati, Asl, Arpat, Agenzia regionale di sanità, Cnr, Università di Pisa.«Per l'emergenza tallio e per la bonifica della miniera ex Edem, serve un accordo di programma, un patto che vincoli tutti i soggetti interessati a fare ciò che devono in tempi certi e con precise risorse economiche» ha rilanciato Rossi che domani, alle 14.30, sarà proprio a Valdicastello per incontrare i residenti. «Sono almeno tre - ha continuato - gli aspetti da tenere nella debita considerazione: quello sanitario, che mi pare ben delineato, sia nella sorveglianza sanitaria sulla popolazione che dal punto di vista epidemiologico. C'è poi quello ambientale su cui è necessario agire per stralci e per il quale saranno necessari tempi più lunghi. C'è poi l'aspetto economico, rispetto al quale resta da definire in che modo sia possibile non fare ricadere sui cittadini gli investimenti necessari sulla rete idrica. Nel frattempo una richiesta di esenzione dal pagamento delle bollette per i cittadini che hanno subito interruzioni del servizio, è stata inviata all'Autorità nazionale».
Per quanto riguarda lo screening su capelli e urine sarà la Asl, attraverso una convenzione con il Cnr, a coprire le spese per un importo stimato di circa 45. mila euro. Al Dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Pisa andranno invece i 191 mila euro che il Comune ha ricevuto dalla Regione: soldi, destinati allo studio ambientale (durerà almeno un anno) che dovrà individuare tra l'altro le portate delle acque che fuoriescono dalla miniera oltre che il loro livello di inquinamento «per poi valutare se realizzare un impianto di depurazione adeguatamente dimensionato in grado di evitare ulteriori immissioni nelle acque superficiali e poi in mare di metalli pesanti come cadmio, arsenico e mercurio, oltre al tallio. Per questo è importante - continua Rossi - studiare sistemi di messa in sicurezza a breve termine, in attesa di poter redigere il progetto di bonifica della miniera».
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