Italia
I balneari: all’asta vadano soltanto le nuove concessioni
Bertolucci (Confesercenti): no alle gare delle spiagge nel 2017 senza alcuna tutela per i concessionari uscenti
VIAREGGIO. Le aste delle spiagge nel 2017? Non se ne parla nemmeno. Anche perché nell’ultima bozza (l’ennesima) di riforma del Governo a proposito di concessioni demaniali, «non è previsto alcun tipo di tutela per i concessionari uscenti. A tutto vantaggio dei grandi gruppi economici. Discorso diverso per le porzioni di spiaggia non ancora assegnate: le nuove concessioni potrebbero essere assegnate, ma solo nel 2020».
La prospettiva delle aste che si avvicinano ha riportato i balneari allo stato di emergenza. Ieri i concessionari della sigla Fiba Confesercenti si sono riuniti a Pisa. Summit al termine del quale hanno chiesto al Governo di «presentare alla Commissione europea un progetto credibile di riordino delle concessioni demaniali, per scongiurare una nuova procedura di infrazione ma senza prevedere la messa all’asta delle spiagge come previsto dalla direttiva Bolkestein». Un messaggio lanciato in particolare al sottosegretario Sandro Gozzi, che per conto del presidente del Consiglio Matteo Renzi si occupa della questione.
«La questione delle aste - si legge in una nota - è ancora aperta nonostante la proroga fino al 2020 che il Parlamento aveva dato alle attuali concessioni, in attesa di un riordino complessivo che stenta a decollare. Tutto questo in un clima di preoccupazione crescente da parte degli operatori balneari, anche per le anticipazioni sul disegno di legge che il sottosegretario Gozi ed il ministro Lanzetta stanno predisponendo, e che prevederebbe la messa all'asta delle spiagge già dal 2017 con l’assegnazione a chi propone gli investimenti maggiori. Un sistema - contestano i balneari - che non riconoscerebbe quindi alcun premio agli operatori attuali, né alcun diritto di prelazione e che porterebbe al passaggio delle concessioni a favore dei grandi gruppi economici».
«È necessario che il tavolo con il governo abbia alcuni punti fermi per la tutela della categoria - ha commentato Roberto Bertolucci, coordinatore dei balneari di Confesercenti Versilia - È infatti impensabile che anni di investimenti degli operatori vengano cancellati da una direttiva europea senza alcuna tutela per gli imprenditori».
«Il periodo di passaggio dall’attuale modalità delle concessione - dice ancora Bertolucci - a quello che vuole l’Europa con le cosiddette aste, deve essere più ampio per permettere agli imprenditori di ammortizzare gli investimenti. Non può essere il 2020 né tanto meno il 2017; quindi puntiamo ad una riforma del demanio marittimo con un periodo transitorio di 30 anni e evidenze pubbliche nel 2020 solo per le porzioni di litorale non ancora assegnate. Ancora, in caso si vada avanti sulla strada delle aste bisogna prevedere un valore aziendale dello stabilimento, per coloro che hanno tutto in regola ovviamente; un giusto indennizzo al gestore qualora la spiaggia vada ad un altro soggetto attraverso l’evidenza pubblica. Se così non sarà - conclude Roberto Bertolucci - i gestori rimuoveranno tutte le strutture».
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