Sicurezza
Stefano Cuoghi a processo per truffa l’udienza il 14 luglio
L’atto gli è stato notificato nella sua abitazione di Capezzano Il tecnico accusato di essersi fatto prestare soldi con l’inganno
CAMAIORE. Dopo numerosi tentativi caduti nel vuoto per cambi di residenza – giustificati per un allenatore di calcio di Lega Pro – ieri è stata recapitata a Stefano Cuoghi, 55 anni, la notifica con la quale ha appreso di essere imputato per truffa davanti al giudice monocratico di Modena. L’atto è stato consegnato personalmente da un carabiniere a Capezzano Pianore, frazione di Camaiore, dove Cuoghi risulta ancora essere residente.
E ieri il giudice ha finalmente potuto fissare la prima udienza del processo per il 14 luglio. Un processo che comincerà a cinque anni dai fatti. E sarà in salita perché la prescrizione per il reato scatta a sette anni mezzo. Quindi, in due anni e mezzo dovrà concludersi l'iter giudiziario.
La vicenda risale al 2010, quando Cuoghi allenava il Pisa in un momento molto positivo per la squadra allora in Serie D. Un momento di successo professionale per questo centrocampista passato a fare il "mister" a tempo pieno: ultimamente, dopo il Grosseto, ha alleato la Paganese, squadra salernitana di Lega Pro, dalla quale è stato però esonerato.
In quei giorni ormai lontani Cuoghi viveva tra la Versilia e Modena, sua città. E a Modena frequentava una palestra nella quale si incontrava con un amico. Questi, nella sua denuncia, ha poi raccontato di aver prestato una somma di circa 25mila euro all'allenatore.
Il denaro doveva essere investito nel settore immobiliare. O almeno – così sostiene il denunciante – questo è quello che Cuoghi proponeva durante gli incontri d’affari al circolo sportivo.
L'amico non era molto convinto e così, stando all'accusa, Cuoghi, aiutato anche dalla compagna, lo avrebbe alla fine convinto a dargli il denaro. Ma quando l'amico gli ha chiesto spiegazioni sull'investimento e su come andava, Cuoghi ha iniziato a dare risposte evasive. Alla fine si è sottratto del tutto ai contati evitando di rispondere al telefonino. E il denaro non è stato restituito.
Questa è la vicenda ricostruita dall'amico denunciate, che lo ha alla fine denunciato per truffa e che ora si costituisce parte civile (lo assistono gli avvocati Barbara Tassi e Valentina Pellegrini). Cuoghi è difeso dall'avvocato Flavia Sandoni.
Di lui gli sportivi non più giovanissimi ricordano in particolare la carriera da calciatore, che ha avuto il suo apice negli anni Novanta. In quel periodo Cuoghi vestiva la maglia del grande Parma di Callisto Tanzi. Con i giallobù vinse la Coppa Italia e la Coppa delle Coppe, togliendosi anche la soddisfazione di segnare il gol del definitivo 3-1, in finale contro l'Anversa, nel mitico stadio di Wembley.
Ora per lui si apre una partita ben più difficile.
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