Indagine epidemiologica sugli abitanti di Valdicastello
PIETRASANTA. All’unanimità il consiglio regionale ha chiesto alla giunta di accelerare lo svolgimento dell’indagine epidemiologica sulla poplazione di Valdicastello e intervenire quanto prima per far...
PIETRASANTA. All’unanimità il consiglio regionale ha chiesto alla giunta di accelerare lo svolgimento dell’indagine epidemiologica sulla poplazione di Valdicastello e intervenire quanto prima per far luce sulle cause e giungere alla soluzione dei problemi. La Giunta regionale dovrà, inoltre, far svolgere ulteriori analisi su sorgenti e corsi d'acqua, che alimentano l'acquedotto pubblico e scorrono vicino ad aree minerarie. Nel caso fosse rilevata la presenza di tallio, dovrà essere effettuata un’indagine epidemiologica sulla popolazione interessata.
La mozione, collegata alla comunicazione dell’assessore Bramerini, è stata approvata con voto unanime al termine di un breve dibattito.
«L'unica risposta da parte di Gaia è stata la rimozione di un tecnico. Non vorrei che a pagare, alla fine, sia chi risponde ai telefoni. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità» ha affermato in apertura di dibattito Loris Rossetti (Pd), esprimendo perplessità sulla gestione dell’acqua da parte dell’azienda.
Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) l'aspetto più preoccupante è il fatto che la storia è iniziata nel 2004 con campionamenti sul torrente Baccatoio da parte di Arpat, per poi proseguire con le segnalazioni del 2013. «Si sapeva tutto - ha osservato - e questo deve far riflettere».
«Le analisi fatte dal Cnr attestano una presenza di tallio da 50 a 100 volte il limite», ha sottolineato Marina Staccioli (FdI), lamentando l'assenza dell'assessore Maroni.
L'assessore Anna Rita Bramerini ha replicato che i controlli fatti da Arpat nel 2004 sul Baccatoio non erano relativi al tallio, ma ad altri metalli pesanti. «Non si è saputo nulla fino al 2013», ha affermato.
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