Il Tirreno

Versilia

Pd a confronto ma il clima è di fuoco

di Donatella Francesconi
Pd a confronto ma il clima è di fuoco

Venerdì incontro con il segretario regionale Parrini Servetti: dov’era il partito quando venivamo cacciati?

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VIAREGGIO. È il primo appuntamento pubblico del Partito democratico che in quindici mesi - tra giugno 2013 e ottobre 2014 - ha vinto le elezioni e perso il governo della città. Venerdì, al Centro congressi, il Pd viareggino prova a ripartire «dai cittadini, dalle forze buone di questa città, dalla società che vuole giustizia e rinascita, ma anche dalle esperienze amministrative e buone pratiche messe in atto sia a Viareggio che in altri Comuni e nella nostra provincia. Per questo abbiamo pensato a una iniziativa che potesse far confrontare, mettere allo stesso tavolo amministratori, cittadini, aziende, sindacati, cooperative, operatori, con l'obiettivo di aprire un dialogo vero nella società pensando alla rinascita di Viareggio». Discussione pomeridiana, dalle 17,30, con i gruppi di lavoro sui temi di quello che appare un programma da campagna elettorale e, poi, alle 21conclusioni del segretario regionale Dario Parrini «che risponderà anche a sollecitazioni e domande di elettori e cittadini».

Queste le buone intenzioni. La realtà racconta di un Partito democratico viareggino per buona parte in rotta con il suo commissario, l’avvocato Giuseppe Dati. Il clima è bollente, tanto da far dire a Giuseppe Dati che «non se ne può più delle inconcludenti e infinite liti interne al Pd, spesso prive di contenuto che abbia un qualche interesse per la città. Ora basta. Non ci interessano gli "sfoghi" personalistici. Se uno ha bisogno di sfogarsi vada dallo psicologo. Quando un cittadino si mette a disposizione di una città, e si candida a un ruolo di sindaco, assessore o consigliere, deve avere il senso della misura e del sacrificio, nel senso che se le sue scelte o opinioni non sono apprezzate, deve saperlo accettare, e misurarsi in positivo con le critiche. Avverto tutti: chi continuerà in queste risse, si autoescluderà da ogni possibile candidatura a qualsiasi ruolo».

Netta la risposta di Laura Servetti, ex assessore sfiduciato da Betti. Servetti che negli ultimi giorni ha avuto un botta e risposta pubblico con l’ex sindaco ricorda: «Il tema trattato da Betti e Servetti non è di carattere "personalistico". Entrambi fanno riferimento alla vita politico-amministrativa di Viareggio. Betti, infatti, quando Servetti ha posto le condizioni per togliere il monopolio ad un dirigente (quello ai lavori pubblici per decenni, ndr), in una ottica di maggiore trasparenza e legalità, come ha fatto e sta facendo il commissario prefettizio, è stata cacciata, perché, giustamente Servetti non corrispondeva al tipo di politica che intendeva perseguire Betti. Questa è la discussione: una linea conservatrice contro una innovativa». Al Pd Servetti chiede «di ricordare come si è espresso quando l'allora sindaco ha cacciato Servetti, Puccetti e Augier che cercavano di scavare nelle carte del terzo piano e tentavano di rivedere i i contratti con il socio privato nelle partecipate comunali? Perché intervenire solo oggi, invocando psicologi per gli appartenenti al Pd? I problemi che affliggono Viareggio li conosciamo: importante sarebbe applicare le soluzioni per risolverli». Magari evitando di continuare ad ignorare la relazione del Mef su quanto c’è di marcio nel “Sistema Viareggio”.

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